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Vaccinazioni, Inserra: “Nessuno parla delle persone con fragilità psichica”

"Si tratta di carne e sangue, e queste persone da giusto un anno sopportano un isolamento totale"

Vito Inserra associazione liberamente
Vito Inserra, Presidente dell’Associazione Libera.Mente

FANO – Campagna vaccinale, persone fragili, liste di attesa. Vito Inserra dell’Associazione Libera.mente interviene sulla condizione delle persone con fragilità psichica, di cui nessuno parla e che non vengono al momento incluse in alcuna lista.

“E’ necessario tornare sull’argomento delle persone che in quanto fragili sono per questo nascoste e restano in fondo alla classifica. Ci siamo abituati a questo nascondimento, e del resto siamo presi da altre cose in questa drammatica fase pandemica.

Però c’è un limite di sopportazione come in ogni cosa e se parliamo di persone è giusto e doveroso tirare fuori questo limite e parlarne. La campagna vaccinale è in corso, pur con tanti problemi ma è iniziata nel nostro paese.

Ed è giusto interessarsi nell’agenda di questa campagna agli strati diversi che compongono la nostra società, personale sanitario, mondo della scuola, anziani nelle residenze e ancora dell’età alta. Giusto e ci mancherebbe, e tutti noi dobbiamo accettare questa naturale ‘graduatoria’ con annessa agenda operativa.

C’è una fetta della popolazione però di cui nessuno parla, perché sono l’ultimo grano del rosario del riconoscimento sociale. Sono le persone con fragilità psichica che in un tratto della loro vita transitano per le residenze specialistiche che le ospitano, a volte con una permanenza che se è lunga è essa stessa costrittiva.

Non abbiamo letto una sola riga, una sola dichiarazione, mai una curiosità per queste persone che risiedono in questi luoghi che nessuno spesso conosce e di cui appunto nessuno parla.

Bene, si parli allora anche di questa esigenza e si riconosca che nell’agenda della campagna vaccinale vengano incluse anche queste persone.

Si tratta di carne e sangue, e queste persone da giusto un anno sopportano un isolamento totale.

Non escono nella quotidianità delle loro giornate come possono fare le altre persone, non hanno contatti con l’esterno e l’esterno non ha alcun modo di potere avere relazioni umane con loro.

Poter entrare nel circuito della vaccinazione è importante per liberarle queste persone e restituirle con tempi per questo più veloci alla loro quotidianità, che magari ancora dovrà vederle residenti in questi impianti per un tempo necessario al loro percorso di riabilitazione e poi tornare nel loro territorio ai loro affetti e alla loro vita.

Ecco sono nascoste queste persone, non hanno potere contrattuale, incapaci di farsi sentire in questo esser tagliati fuori dai circuiti dell’attenzione. Facciamo entrare queste persone in un percorso di attenzione vaccinale, sono circa 500 in tutta la provincia di Pesaro e Urbino, e inseriamole nella relativa agenda come tutti gli altri cittadini con fragilità di ogni tipo. Liberiamole!

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