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Urbino e fase 2: “Tanto tuonò che piovve, sarebbe il caso di dire”.

CGIL e CISL di Urbino intervengono sulla necessità di predisporre le condizioni di sicurezza nella città ducale necessarie per la ripartenza.

urbino mercato settimanaleURBINO – “Sin da quando si è iniziato a parlare della cosiddetta “Fase 2”, ovvero la ripartenza dopo il blocco totale di ogni attività sociale ed economica per contrastare la diffusione del virus che nella provincia di Pesaro Urbino ha inciso duramente, CGIL e CISL Urbino, hanno sempre sostenuto che prima di parlare di riaperture, occorreva ragionare su come predisporre e riadeguare le condizioni di sicurezza della città ai nuovi parametri, se si voleva consentire il ritorno degli studenti e dei turisti, veri motori della economia cittadina”.

E quanto scrivono in una nota Irmo Foglietta e Leonardo Piccinno che aggiungono: “Si è preferito, invece, inseguire la pur legittima necessità manifestata dagli operatori commerciali, dei pubblici esercizi e della ricettività turistico alberghiera, ansiosi di riavviare le loro attività per ricostruire bilanci e fatturati fortemente penalizzati da circa 80 giorni di chiusura totale.

Le lamentele e il grido di dolore lanciati da quasi tutti gli operatori in questi giorni di riavvio, costretti a misurarsi con scarsi incassi e costi insostenibili, evidenzia come la decisione degli Enti locali di inseguire i bisogni e non misurarsi su una riflessione di più ampio respiro mirata a riprogrammare gli spazi, le strutture e le infrastrutture del territorio alle nuove necessità di sicurezza, è un grande errore politico che rischia di consegnare l’economia della città e dell’intero territorio del Montefeltro ad un probabile oblio economico mai vissuto in queste realtà.

CISL e CGIL URBINO, non vivono di catastrofismi e non amano previsioni fosche, ma la natura della città, patrimonio UNESCO, la già storica fragilità delle strutture ricettivo-alberghiere, unite alle esperienze suppletive dell’Università (lezioni e lauree a distanza, i timori innescati dai contagi), tutto fa pensare che al rischio di interrompere lo storico richiamo che le tradizioni: storia, arte e cultura eno-gastronomica, hanno sempre rappresentato per questo territorio.

Eppure altre voci, oltre ai sindacati, come alcune rappresentanze del sistema delle imprese, suggerivano, anch’esse, l’opportunità di rinviare a tempi migliori le programmazioni Raffaellesche già impostate per il corrente anno e far partire una fase di riprogettazione con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, a partire in primis, dall’Università, L’Erdis, il Palazzo ducale, la Scuola di Alta Formazione e l’intero mondo della scuola, per rilanciare adeguatamente l’offerta economica e nel contempo accompagnare, con la riduzione del peso dei tributi, le imprese e cittadini a fronteggiare la difficile fase transitoria.

Come CGIL e CISL Urbino – conclude la nota – vogliamo augurarci che finalmente si avvii questa fase programmatoria, a partire dal Tavolo di Confronto che il Sindaco Gambini, opportunamente ha voluto convocare per la prossima settimana”.

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