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Un’esperienza di volontariato con l’Africa Chiama

africa chiama volontariato

FANO-  L’Africa Chiama ong ha attivato fin dal 2001 numerosi interventi umanitari nelle zone periferiche più abbandonate,tra cui Kenya, Tanzania e Zambia,, dove in questi ultimi mesi dieci volontari di varie regioni italiane hanno avuto l’opportunità di trascorrervi qualche settimana. Per tutti è stata un’esperienza indimenticabile tanto che molti non vedono l’ora di potervi ritornare per una conoscenza più approfondita dell’Africa e, soprattutto,  per stare ancora vicino a quei bambini e a quei ragazzi che con le loro storie di sofferenza e di speranza, sono costretti a vivere in un contesto segnato da una grave esclusione sociale. E’ appena tornata la fanese Orietta Subissati, con le romane Ilaria e Carlotta, da Iringa in Tanzania, che esplode di gioia e di grande voglia di testimoniare e di raccontare quello che ha vissuto e conosciuto: “Voglio ringraziare con tutto il cuore L’Africa Chiama per avermi dato la possibilità di vivere questa stupenda esperienza. Emozioni alle stelle per tutto quello che L’Africa Chiama sta facendo lì per i bimbi malnutriti (20), quelli  con disabilità (100) e i 3.200 alunni delle scuole primarie statali che usufruiscono della mensa. Il mio cuore resta li”.

Dopo 25 viaggi nel continente nero, affetto dall’invincibile mal d’Africa, riparte il 9 settembre prossimo per Lusaka, capitale dello Zambia, il presidente della ong fanese Italo Nannini, in compagnia di Maria Teresa,  moglie e contabile dell’associazione stessa.
Proprio nella grande baraccopoli di Kanyama (oltre 200.000 abitanti), periferia della capitale, sarà inaugurato il 14 c.m. un nuovo edificio ( biblioteca, due laboratori scientifici e due aule didattiche),  che è stato costruito grazie alla sensibilità e generosità di molti donatori, in parte anche fanesi.
“La nostra presenza lì per verificare la corretta esecuzione dei lavori della nuova costruzione, molto attesa dai docenti, dai genitori e dagli oltre mille alunni, dalla prima alla dodicesima classe, compresi cinquanta bambini con disabilità fisica e psichica che si avvalgono di una sala di fisioterapia e di insegnanti speciali. Sono previsti incontri con gli operatori locali e con i nostri collaboratori ed anche con qualche autorità”.

Nel Centro Shalom di Kanyama, a disposizione di tutti gli studenti ci sono un’aula multimediale, un orto scolastico e impianti di pallanuoto e pallacanestro: questi sono stati realizzati l’anno scorso con un importante contributo del Centro Sociosportivo di Mondolfo. Per tutta la popolazione è aperto il poliambulatorio Shalom (oltre mille ogni mese i pazienti curati), con un medico, un’ infermiera, un’ostetrica, un laboratorista, una farmacista ed una segretaria: un presidio importante e molto apprezzato,  in una zona sprovvista di ogni servizio socio-sanitario.

 

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