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Truffa dello specchietto rotto, fermato a Fano dalla Polizia

Giovane 22enne di origina laziali responsabile di decine di truffe. La polizia invita i cittadini a segnalare i casi.

droga-scuole-poliziaFANO – Durante le operazioni di controllo condotte dal personale del Commissariato di Fano, i poliziotti hanno notato un’auto sospetta che, in orario mattutino, accelerava e decelerava in prossimità di rotatorie e semafori.

Il conducente si è fermato lungo la trafficata via Canale Albani  dove è stato controllato dagli agenti mentre stava prelevando, nascosti sotto un sedile dell’auto, alcuni sassolini, utilizzati, solitamente, per colpire gli specchietti retrovisori dei malcapitati automobilisti per poi chiedere loro risarcimenti in denaro contante.

Il giovane, 22enne di origine laziali, bloccato prima che agisse contro alcune autovetture in coda nei pressi di un incrocio regolato da semaforo, è stato identificato, risultando essere noto alle Forze di Polizia per aver commesso decine di truffe in tutta Italia mediante, appunto, la tecnica cosiddetta “della rottura dello specchietto”.  La posizione del giovane è attualmente al vaglio dei poliziotti.

La polizia invita i cittadini a segnalare con prontezza eventuali simili episodi, al fine di consentire nell’immediatezza dei fatti le opportune verifiche.

COME FUNZIONA LA TRUFFA?

Da un’auto ferma, o che marcia più lentamente, viene lanciato qualcosa che raggiunge la fiancata dell’auto del malcapitato di turno e fa del rumore più o meno percettibile.

Solitamente sono sassi di piccole dimensioni o palline di plastica o gomma. Successivamente, l’auto dei truffatori si accosta e viene chiesto al malcapitato di venire a constatare il danno che gli è stato arrecato. Come detto, il danno è solitamente uno specchietto rotto.

La fase successiva consiste nel chiedere al malcapitato un risarcimento in denaro per evitare trafile burocratiche e la compilazione del modulo CID. Il truffatore in modo più o meno minaccioso chiede una somma medio alta per chiudere sul momento il sinistro e tutto fila liscio quando il malcapitato automobilista per non avere grane sgancia le banconote che ha con sé e che vengono valutate all’altezza del danno (solitamente dai 20 ai 50 euro).

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