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Sviluppo sostenibile: perché non ha senso trasformare la Fano-Urbino in pista ciclabile

treno fano urbinoMentre il mondo va in una unica direzione nella Valle del Metauro si continua ad andare in quella opposta. La riflessione di Michele Mazza dell’Associazione Ferrovia Valle del Metauro sulla scelta politica di trasformare la ferrovia in pista ciclabile.

“Sono anni che non si fa altro che parlare di sviluppo sostenibile ma da dove trae origine tale definizione e cosa significa?

«lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che riesce a soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri»

Tale definizione era scritta nel rapporto Brundtland, un documento pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED) in cui, per la prima volta, venne introdotto il concetto di sviluppo sostenibile. In tale definizione non si parla dell’ambiente in quanto tale, ma ci si riferisce al benessere delle persone,  e quindi anche della qualità ambientale; mette in luce quindi un principio etico: la responsabilità da parte delle generazioni d’oggi nei confronti delle generazioni future.

Sono argomenti d’attualità la ferrovia Fano-Urbino e la Fabriano-Pergola, le uniche due linee ferroviarie interne della provincia di Pesaro e Urbino, che i consiglieri regionali Biancani e Rapa  vorrebbero trasformare in piste ciclabili: secondo loro tale trasformazione è sviluppo sostenibile?

La metamorfosi di una ferrovia in pista ciclabile non è una scelta reversibile, non prendiamoci in giro: non avrebbe senso spendere soldi per una ciclabile e poi fra qualche anno buttare tutto alle ortiche.

Anni fa, sostituendo il treno con i pullman, non fu fatta una scelta lungimirante ma pur sempre una scelta sostenibile perché comunque sarebbe stato sempre possibile riavere il treno come mezzo principale di trasporto pubblico: il pullman sostituisce il servizio ma non distrugge l’infrastruttura.

E’ notizia recente il livello di crescita in Italia del trasporto di passeggeri sui treni regionali, è un trend in continua crescita: nei primi nove mesi del 2019 ci sono stati 10 milioni di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2018.

Il rapporto “Pendolaria 2018” di Legambiente evidenzia che nelle Marche i viaggiatori al giorno che utilizzano i treni regionali sono passati da 16400 del 2011 a 29578 del 2017 con un incremento dell’ 80,3%! Rammentiamo  che l’elettrificazione della ferrovia Ascoli – Porto d’Ascoli è avvenuta nel 2013 con cadenzamenti  orari da e per Ancona.

Sono dati impressionanti, difficile non capire quale sarà il mezzo di trasporto previlegiato nei prossimi anni, ciò nonostante, allineati alle idee del consigliere Biancani, il PD fanese ha recentemente bocciato la mozione dei 5Stelle a favore del ripristino della ferrovia Fano-Urbino.

Trasformare la ferrovia  Metaurense in  pista ciclabile significa condannare i nostri figli, nipoti e pronipoti  ad usare la propria automobile perché non avranno mai più la possibilità di un mezzo di trasporto competitivo come il treno che, nella nostra vallata,  serve molti paesi proprio nelle zone centrali come Cuccurano, Lucrezia, Calcinelli, Fossombrone, Fermignano.  Favorirebbe quindi un facile interscambio treno-piedi/bici e non treno/auto.

Una scelta, perciò, non sostenibile in virtù delle considerazioni esposte nel rapporto Brundtland: le future generazioni  non potranno più scegliere di riutilizzare quella ferrovia solo per l’ assurda ed egoistica decisione di qualche governante locale pro tempore”.

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