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Storie del Terzo Reich, un film sulla deportazione di militari italiani nei lager nazisti

Proiezione gratuita venerdì 12 aprile alle ore 21 a Pesaro

storie_del_terzo_reichPESARO – Venerdì 12 aprile, alle ore 21, nella Sala conferenze della Fondazione XXV Aprile, in via Salvatori 17 a Pesaro, verrà proiettato il film “Schiavi del Terzo Reich”, diretto da Gianfranco Boiani, con ricerca storica di Giorgio Bianconi (ingresso libero), che racconta, attraverso la voce dei protagonisti e le riflessioni degli storici Luca Gorgolini dell’Università di Bologna e Mauro Annoni dell’Iscop (Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino), la deportazione dei militari italiani da parte dell’esercito tedesco dopo l’8 settembre 1943, giorno in cui venne comunicata la firma dell’armistizio tra governo italiano e governi delle nazioni alleate.

L’appuntamento, a cui interverranno la presidente della Biblioteca Archivio “V.Bobbato” Simonetta Romagna, il presidente dell’Iscop Mauro Annoni, il regista Gianfranco Boiani e lo storico della Resistenza Giorgio Bianconi, rientra nella rassegna “Biografie della Memoria 2019” ed è la quarta di 6 proiezioni organizzate dalla Fondazione XXV Aprile in collaborazione con Anpi, Arci, Iscop, Biblioteca Bobbato, Udi, associazioni “Partenia” e “Battaglia di Paravento”, con il patrocinio della Provincia, curate dal circolo culturale cinematografico “Eidos” e dedicate alla Guerra di liberazione e alla Shoa.

“Le prime vittime del modo in cui il nostro paese scelse di uscire dal conflitto – evidenzia Gianfranco Boiani – furono gli oltre 700mila soldati italiani che, dichiarandosi non disponibili a continuare la guerra a fianco delle forze armate tedesche, vennero da queste deportati nelle decine di lager predisposti in Germania e nei territori occupati dai nazisti”.

Tra questi soldati c’erano anche Alfredo Boiani (oggi ultranovantenne, padre del regista), Tolmino Cesaretti, Antonio Nicoli e Giovanni Santori, tutti del territorio provinciale, protagonisti delle vicende narrate nel docufilm. “I racconti della deportazione e dell’internamento – dice ancora Boiani – hanno sempre avuto per me una dimensione familiare, legata ai racconti di mio padre, ma per altri aspetti anche lontana, appartenendo ad una generazione nata negli anni del boom economico, in un paese diverso da quello del fascismo e della guerra. Raccontare queste vicende è un tributo al sacrificio di tanti giovani che hanno subito le conseguenze di una guerra non voluta”. Il film ricostruisce anche una “storia nella storia”, quella della ricerca promossa nel 1986 dall’Anpi e dall’Istituto pesarese per la storia del movimento di liberazione, dalla quale ha preso il via un percorso di riscoperta delle memorie dell’internamento ad opera dell’Iscop e della biblioteca archivio “Bobbato”.

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