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Ruggeri: “Occorre riaprire subito gli ospedali chiusi per garantire le cure ordinarie”

L’allarme lanciato dal Comitato Pro Ospedali pubblici Marche. I reparti occupati dal Covid hanno ridotto i livelli di assistenza per le altre patologie.

carlo-ruggeri-comitato-pro-ospedali-pubbliciFOSSOMBRONE – “Ecco la drammatica situazione dell’assistenza sanitaria pubblica per le patologie ordinarie: dimezzati o ridotti del 75% quasi tutti, se non tutti, gli interventi “consultori” tanto da far godere le strutture sanitarie private (più organizzate e pragmatiche e che non guardano a fronzoli burocratici), presso cui il flusso assistenziale è aumentato notevolmente, con tanto di stropicciamento di mani per gli “affari” lievitati”.

A denunciare la situazione è Carlo Ruggeri, presidente del Comitato regionale Pro Ospedali pubblici.  “La situazione drammatica – continua Ruggeri – peggiorerà ancora di più con i provvedimenti che seguiranno l’applicazione del Piano di resilenza, elaborato da Speranza e Sileri ed approvato dal Governo Draghi (ancora peggiore del pessimo Monti nella Sanità!) che punterà su ambulatori e cronicari a go go (miseri Case della Salute ed Ospedali di Comunità), su infermieri mordi e fuggi nelle case, in mancanza di ospedali di prossimità, e sui tablets, quelli molto “amati” ad anziani e non, per “colloquiare” da casa con il medici di famiglia” (telemedicina) o con qualche medico sconosciuto.

Nessuno, Regione in primis, per ora, abbraccia l’iniziativa di riaprire in via urgente e straordinaria almeno gli Ospedali chiusi nel 2015, che se riaperti, a cominciare da zone pragmaticamente strategiche e funzionanti da “filtro” per i Pronto Soccorso e gli Ospedali “di rete”, sarebbero il toccasana per smaltire la gran parte dell’enorme accumulo di visite, ricoveri ed interventi di media/bassa complessità che sta accusando aggravamenti e morti con numeri di gran lunga in peggiori di quelli del Coronavirus!

Il nostro Comitato – conclude Ruggeri – non smetterà mai di premere su Ministero (questo completamente sordo) e sull’attuale Amministrazione Regionale (con rari esponenti della Amministrazione attuale piccoli spiragli sono aperti, specie dopo la meritoria negazione degli Ospedali Unici Provinciali da parte della stessa) perché quest’ultima nel rispetto della propria Autonomia organizzativa e gestionale sanitaria, e “specialmente” degli impegni precisi presi in campagna elettorale contro la scellerata Legge Balduzzi/Lorenzin (e questa linea sulla sanità è stata il volano per la vittoria elettorale), si comincino urgentemente a riaprire gli ospedali chiusi, strutture vitali in questa orrida situazione”.

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