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PD Pesaro Urbino replica a Baiocchi: “Rispondete delle vostre scelte!”

La segreteria del Partito Democratico di Pesaro e Urbino conferma la solidarietà a Perugini e Vitri. "Il potere non esonera dal dovere di rispondere"

partito democratico pesaro e urbino
Perugini e Vitri

PESARO – La Segreteria provinciale del Partito Democratico Pesaro e Urbino interviene in merito alle recenti dichiarazioni del centrodestra e del consigliere Baiocchi: “La solita prepotenza della destra. Rispettate i cittadini e rispondete nel merito”.

“Il tempo della prepotenza è finito – continua la nota – Nicola Baiocchi e il centrodestra marchigiano devono accettare una regola elementare della democrazia: chi governa risponde delle proprie scelte, accetta le critiche e rende conto ai cittadini. Non pretendere il silenzio delle opposizioni evocando iniziative giudiziarie.

A Marco Perugini e Micaela Vitri va la nostra piena solidarietà politica. Annunciare azioni legali contro chi pone il tema delle responsabilità di governo significa spostare il confronto dalle risposte dovute ai cittadini alla pressione sugli avversari. È un metodo che respingiamo.

Nessuno deve confondere le responsabilità penali, che spetta alla magistratura accertare, con quelle politiche, sulle quali il confronto pubblico non soltanto è legittimo: è necessario. La
presunzione di innocenza vale per tutti. Ma non può diventare una pretesa di insindacabilità per chi governa.

L’inchiesta sulla ricostruzione e sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata – aggiungono dalla segreteria provinciale del PD – impone domande serie, non richieste di silenzio. È su questo terreno che le opposizioni stanno chiedendo conto alla maggioranza delle scelte compiute e della vigilanza esercitata.

Quali verifiche sono state effettuate? Quali strumenti di prevenzione sono stati adottati? La Regione ritiene che tutto abbia funzionato? Oppure riconosce almeno la necessità di verificare
eventuali sottovalutazioni e rafforzare i controlli?

Baiocchi rivendica che il presidente Acquaroli non risulta indagato. È una distinzione da rispettare, ma non è una risposta alle domande sulla responsabilità politica di chi guida la Regione. Non occorre essere indagati per dover rendere conto del proprio operato.

Da chi governa ci aspettiamo trasparenza, disponibilità al confronto e una condanna senza ambiguità di ogni tentativo di condizionare la ricostruzione, non lezioni impartite alle opposizioni e annunci di azioni legali al posto delle risposte. Le risorse della ricostruzione riguardano le case, il lavoro e il futuro delle comunità colpite dal sisma.

Chiedere come vengano protette non significa gettare fango sulle Marche: significa rispettarle. Basta prepotenza verso le voci critiche. Il potere non esonera dal dovere di rispondere: lo rende ancora più stringente».

Il documento è firmato da:  Gianluca Vichi, Daniele Vimini, Monica Scaramucci, Sandro Ambrogiani, Domenico Pascuzzi, Laura Biagiotti, Giorgio Ubaldi, Nicola Gresta, Manuel Baggiarini, Francesca Sparaventi, Omar Ciani

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