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Operazione “Flaminia”, arrestati tre ladri d’appartamento

Operazione congiunta tra Carabinieri di Fano e Latina

carabinieri_fanoCISTERNA DI LATINA – Alle prime ore dell’alba di ieri i carabinieri della Compagnia di Fano, con la preziosa collaborazione dei militari della Compagnia di Latina e dell’8° Reggimento Lazio, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per Indagini Preliminari di Pesaro, Dott. Francesco Messina, nei confronti di 3 soggetti di nazionalità croata ma da anni dimoranti a Cisterna di Latina (LT), di 21, 33 e 38 anni, tutti responsabili in concorso tra loro di furto aggravato in abitazione.

Le indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fano e della Stazione di Mondolfo, sotto la direzione del Pubblico Ministero della Procura pesarese, sono state avviate a seguito dell’arresto in flagranza di un quarto componente del sodalizio, un giovane di 33 anni anch’esso di nazionalità croata.

Era il 14 ottobre 2019 quando i Carabinieri della Stazione di Mondolfo traevano in arresto il quarto componente del sodalizio; era all’incirca mezzogiorno quando sul telefono della Stazione carabinieri giungeva una chiamata da parte di un cittadino del posto che segnalava la presenza di un uomo lungo la via Meroni di Mondolfo, che si aggirava con fare sospetto nei pressi delle abitazioni e che, forse accortosi di essere osservato, si era seduto su di un’altalena in un parco per bimbi ivi presente, guardandosi attorno come ad attendere qualcosa o qualcuno.

Immediata la risposta dei militari del luogo, che dopo pochi secondi arrivavano nel parco sottoponendo il giovane a controllo.

Durante le fasi del controllo l’attenzione dei militari veniva attratta dalle urla di aiuto di una giovane donna di origini cinesi provenienti da una vicina abitazione, “I LADRI!! I LADRI!! SONO SCAPPATI DAL RETRO”, che nel rincasare si era imbattuta in tre soggetti intenti a trafugarle casa, i quali, resisi conto del controllo in atto si davano a precipitosa fuga nei campi adiacenti facendo perdere le loro tracce.

Sul posto per la fretta abbandonavano gli arnesi da scasso riuscendo solo ad asportare moneta corrente cinese per un valore corrispondente a 385 euro.

Il giovane 33enne, dopo aver assistito impassibile alla scena, riferiva ai militari di essere arrivato in loco in autobus per incontrare una ragazza di San Costanzo, di non avere precedenti e soprattutto di essere assolutamente solo.

Le dichiarazioni del giovane non convincevano però i militari; a pochi metri di distanza veniva rinvenuta un’Alfa 147 di colore grigio e gli accertamenti svolti nell’immediatezza permettevano di comprendere da subito il ruolo di “palo” svolto nell’occasione dal cittadino croato.

Le indagini avviate subito dopo l’arresto hanno permesso invece di constatare come quest’ultimo era solo uno dei quattro componenti di un sodalizio criminale ben organizzato; un gruppo che aveva deciso di organizzare un viaggio da Roma nelle Marche (da qui il nome “Flaminia” scelto per l’operazione) con il preciso intento di compiere quanti più furti presso le abitazioni di questo territorio.

Infatti tra i primi accertamenti svolti a seguito dell’arresto, sono state analizzate le registrazioni dell’impianto di video sorveglianza di una struttura alberghiera della zona, dalle quali emergeva come i quattro correi erano arrivati a bordo dell’alfa 147 la sera prima,  e con ogni probabilità al fine di permanere ancora per diversi giorni qualora di fatto i loro propositi criminali non fossero stati interrotti l’indomani.

Da queste immagini è stato subito identificato un secondo componente della banda, il più giovane, mentre l’analisi dei tabulati telefonici (e in particolare le celle telefoniche agganciate dai telefoni a loro in uso) e importanti attività tecniche di intercettazione attivate da subito, hanno permesso non solo di identificare anche gli altri due sodali, ma di acclarare in modo univoco le responsabilità dell’intero sodalizio in ordine al reato contestato.

Non meno importante il particolare del giubbotto blu indossato dal più giovane del sodalizio e ripreso dalle telecamere dell’albergo, che i militari hanno rinvenuto all’interno dell’Alfa 147 utilizzata per il viaggio.

Sono stati analizzati anche i filmati ripresi da un bar della zona dove i quattro sodali si sono recati la mattina del 14 ottobre poco prima di compiere il furto; questa volta è il più anziano del gruppo ad essere ripreso mentre acquista dei dolci riposti in una busta di carta, dolci anche questi rinvenuti sul mezzo, e che di li a poco sarebbero stati consumati se non fossero dovuti scappare a gambe elevate per l’arrivo dei militari.

Dall’indagine emergeva come il sodalizio, benché dimorante stabilmente in alcune villette attigue ubicate in una zona rurale del comune di Cisterna di Latina (LT), proprio per le sue attività predatorie, fosse molto mobile sul territorio nazionale.

Avuta certezza della loro presenza nelle abitazioni, approfittando della domenica quale giorno maggiormente dedicato al riposo, nel giro di pochissimo tempo è stato predisposto un imponente dispositivo composto dall’Arma fanese e dai militari della Compagnia di Latina e delle Squadre di Intervento Operativo di Roma.

La preziosa e corposa collaborazione fornita dai due reparti del luogo ha di fatto permesso di cinturare completamente  l’intera area delle due abitazioni. Alle prime ore dell’alba di ieri, sotto una pioggia battente, i tre cittadini croati sono stati sorpresi tutti ancora nel sonno, impedendo loro di fatto qualsivoglia tentativo di darsi ad una nuova fuga. I tre giovani, una volta arrestati, sono stati tradotti presso il carcere di Latina.

Una risposta importante quella garantita oggi dalla Compagnia Carabinieri di Fano contro una tipologia di reati perniciosa, idonea a minare nel profondo il senso di sicurezza dei cittadini; una risposta che ha di fatto bloccato sul nascere un sodalizio criminale partito da un’altra regione italiana per delinquere, e con ogni probabilità per sfruttare quanto più possibile a proprio favore la circostanza di non essere conosciuto sul territorio marchigiano.

fonte: Carabinieri di Fano

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