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“No alla privatizzazione dei beni comuni e di Aset”

Nota congiunta di Movimento 5 Stelle, Bene Comune e Sinistra per Fano. Tante le tematiche sul tavolo: Ambito Sociale, Aset, Marche Multiservizi, acqua, sanità...

bolletta_acqua_asetFANO – “Tira una brutta aria per chi crede che i beni comuni non vadano privatizzati. Qualcuno si è accorto solo ora che il pericolo è reale, ma rischia di essere troppo tardi.

Non è bastato vedere cosa è successo nella Regione Marche nel settore della sanità, dove l’indebolimento di quella pubblica e le aperture alla sanità privata hanno provocato il disastro che è sotto gli occhi di tutti, adesso che la pandemia ne ha mostrato con chiarezza le terribili conseguenze.

Il Comune di Fano, che evidentemente non ha imparato la lezione, vorrebbe privatizzare anche i Servizi Sociali, creando una Azienda per gestirli: il che vorrebbe dire, così come è avvenuto nella sanità, taglio degli investimenti pubblici e sottrazione ai Comuni del ruolo di indirizzo e controllo.

Questa brutta aria tira purtroppo anche nel settore di altri servizi pubblici come acqua e rifiuti. Sembrano lontanissimi i tempi in cui gli italiani, con una maggioranza schiacciante al referendum, decisero che i beni comuni (acqua e rifiuti in particolare, ma anche energia) avrebbero dovuto avere una gestione pubblica, senza fine di lucro.

Il Parlamento ne ha bellamente ignorato l’esito. I disegni di legge che avrebbero dovuto dare esecuzione alle indicazioni politiche di quel voto popolare giacciono ancora in qualche cassetto e gli Enti locali non hanno il coraggio di adottare scelte conseguenti.

Alla scadenza delle attuali concessioni, i Comuni, riuniti nelle ATA, potrebbero affidare i servizi ad un’Azienda Speciale, che per definizione non può dividere utili ma solo reinvestirli nel miglioramento delle reti e nella riduzione delle bollette, e che darebbe una svolta di trasparenza e partecipazione alla gestione di questi servizi pubblici essenziali, oppure potrebbero anche affidarli ad aziende ad intero capitale pubblico, come ASET.

Al contrario, le forze politiche al governo di molti enti locali della nostra Provincia, prima fra tutte il PD, sembrano voler andare nella direzione opposta ovvero salire tutti sul carro di Marche Multiservizi, una società con socio privato addirittura quotato in borsa, che ha come principale finalità quella di fare profitti, alla cui gestione privatistica purtroppo giunte di centro-sinistra e centro-destra da tempo si sono inchinate.

Così, in vista dell’introduzione del gestore unico d’Ambito, brigano affinché anche ASET, che ancora è totalmente pubblica, alla fine si arrenda alla fusione con il socio privato.

La gestione disastrosa del dossier digestore da parte della maggioranza fanese ha portato a una perdita importante per Fano e a un’occasione mancata per il rafforzamento della sua azienda pubblica.

Noi ci opponiamo con forza a queste logiche sciagurate, che, pur di fare profitti, hanno portato a riempire rapidamente le discariche provinciali, riducendone drasticamente i tempi di vita e a progettare un biodigestore tre volte più grande del necessario, con lo scopo di prendere rifiuti ovunque, alimentandone il traffico con grave disagio per le popolazioni residenti e per l’ambiente; logiche che hanno impedito di applicare i principi di una buona gestione dei rifiuti con l’adozione, ad esempio, del porta a porta spinto con tariffa puntuale.

Ci opponiamo a chi vuole fare profitti anche sull’acqua, perfino ai danni di quegli utenti che hanno la sfortuna di avere perdite occulte, mentre acquedotti colabrodo continuano a perdere più di un terzo della preziosa risorsa immessa in rete.

Piuttosto che a MMS ed al suo socio privato ASET rivolga dunque le sue attenzioni ad altre aziende omologhe della Regione in modo che la gestione di beni pubblici essenziali come acqua e igiene urbana rimangano in mani di società a capitale pubblico, soggette a controllo analogo”.

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