Il Metauro
notizie dalla valle del Metauro

BCC FANO POS

Morani a Ceriscioli: “Quell’ospedale a Civitanova non s’aveva da fare”

La deputata del PD cita come esempio la sanità pubblica della vicina Emilia Romagna.

alessia morani ceriscioliPESARO – “Quell’ospedale non s’aveva da fare” prendiamo in prestito una citazione rivista di manzoniana memoria che ci riporta ad una polemica tutta interna al PD tra l’onorevole Alessia Morani e il governatore Luca Ceriscioli.

Sotto l’occhio del ciclone è la realizzazione del Covid Centre di Civitanova Marche, la cosiddetta “astronave”, struttura di terapia intensiva realizzata per l’emergenza Coronavirus con la consulenza di Guido Bertolaso in un padiglione della fiera. Aperto e, a distanza di pochi giorni, chiuso per la mancanza di pazienti (fortunamente).

Un’opera costata diversi milioni di euro di sponsorizzazioni private versate sul conto dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, altro grande argomento di dibattito, in quanto tra le donazioni risulterebbero anche cinque milioni di euro della Banca di Italia (ente pubblico).

Un dissenso che ora diventa interno anche al Partito con Alessia Morani, deputato del PD, che sul suo profilo facebook scrive:

“Caro Presidente Ceriscioli, duole constatare che, come facilmente prevedibile, l’esperienza della fiera di Civitanova si è aperta e chiusa con la stessa velocità di quella di Milano.

Se posso dare umilmente un consiglio, si guardi alla sanità dell’Emilia Romagna che non ha avuto bisogno né di astronavi né di uomini della Provvidenza.

Ieri è stato, infatti, inaugurato il primo Hub nazionale delle Terapie Intensive: 146 nuovi posti diffusi nelle province della Regione (Bologna, Parma, Modena, Rimini).
Negli ultimi 5 mesi il governo ha messo a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale quasi 8 miliardi in più che equivale all’aumento del Fondo Sanitario degli ultimi 7/8 anni.

Ieri – continua la Morani – all’ospedale Maggiore di Bologna sono stati inaugurati nuovi 34 posti di terapia intensiva più altri 14 posti al Sant’Orsola dei 146 complessivi. Tecnologie avanzate e professionisti qualificati.

Questa è la strada da percorrere: quella del pubblico che funziona. Non vedo perché anche nella nostra regione non si possa fare altrettanto.

Infine, mi auguro naturalmente che quei posti di terapia intensiva, come gli altri delle strutture pubbliche marchigiane, non servano. Questo credo sia un auspicio comune a tutti”.

La Morani termina il suo messaggio con sun post scriptum: “Tra i contrari all’intervento alla fiera di Civitanova oltre alla sottoscritta, il circolo Pd sanità di Ancona e il Pd di Offida, aggiungerei la segretaria regionale della Cgil, ANAAO Assomed e Aaroi oltre che tanta tanta società civile marchigiana”.

altri articoli