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Manca l’acqua nel pesarese ma si finanziano nuovi invasi per sciare sul Catria

La regione finanzia un bacino artificiale per innevare le piste da sci sul Monte Acuto e sul Catria. Allo stesso tempo nel pesarese manca l'acqua.

monte catria e monte acuto
Le opere di disboscamento per realizzare le piste da sci

PESARO – L’Alleanza delle Associazioni ambientaliste marchigiane chiedeva già un anno fa, dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato l’area, che i fondi destinati alla costruzione dell’invaso di innevamento artificiale a 1400 m di quota per le piste da sci del Monte Acuto sul Monte Catria, fossero revocati ed impiegati per riparare i danni che hanno interessato il territorio circostante.

“Nonostante ciò – affermano i rappresentanti delle Associazioni – la Regione Marche, con decreto del dirigente responsabile, ha approvato recentemente il nulla osta ai fini idrogeologici, richiesto dal comune di Frontone, per modifiche progettuali per i contestati lavori di predisposizione dell’impianto di innevamento artificiale lungo le piste da sci.

Un progetto che si prefigge di bypassare gli effetti del cambiamento climatico, creando neve artificialmente anziché arrendersi all’evidenza che non ha senso realizzare piste da sci a bassa quota nelle Marche e va a sottrarre la preziosa acqua delle sorgenti all’uso umano ed all’attività zootecnica.

Ciò comporterà – continua la nota della Associazioni ambientaliste – una ulteriore spesa di un altro milione di euro dei cittadini che verrà sprecata per favorire attività sciistiche che in quella area non hanno più le condizioni climatiche per resistere, ed il tutto per gli interessi economici di pochi.

Il cambiamento climatico è un fatto accertato, e siamo già nella fase dell’emergenza climatica; ce ne accorgiamo quotidianamente leggendo segnali sempre più preoccupanti.

Insieme alla estremizzazione dei fenomeni atmosferici, siccità e aumento delle temperature sono i fattori più determinanti, lo scioglimento dei ghiacci e l’aumento della temperatura dei mari sono tra gli effetti più preoccupanti, la riduzione dei livelli delle portate dei fiumi e di quella degli invasi idro-potabili tra le notizie ormai più comuni, quando poi non intervengono scrosci tropicali di pioggia con allagamenti e tragedie umane.

Tutto questo non sembra toccare i presentatori del “Progetto per il completamento impianto di innevamento piste e realizzazione bacino idrico in località Cotaline” che invece procedono allo sfruttamento di varie sorgenti per alimentare l’invaso artificiale ad uso “sportivo”.

Non è accettabile che, per finalità economiche e di divertimento, si utilizzino finanziamenti pubblici in sfregio al consumo ingiustificato di beni comuni come acqua, paesaggio e ambiente a discapito dell’intera comunità.

Sappiamo ormai bene come l’acqua sia purtroppo una risorsa sempre più carente anche nel nostro territorio, (è di ieri l’altro l’emergenza idrica dichiarata nel pesarese) da gestire con particolare attenzione, sia nell’uso privato che nella fruizione pubblica, da preservare come risorsa primaria e di cui scongiurare ogni spreco, in particolare quelli collegati a progetti privi di ogni prospettiva futura.

Non sono eticamente accettabili interventi che mettano a repentaglio un bene di così alto valore collettivo”.

L’ALLEANZA DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE MARCHIGIANE: CLUB ALPINO ITALIANO, FEDERAZIONE PRO NATURA, ITALIA NOSTRA, LAC, LEGAMBIENTE, LUPUS IN FABULA, SALVIAMO IL PAESAGGIO, WWF.

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