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Il “dovere” della memoria tra le Parole Giuste

Nell'ambito dell'iniziativa alla Mediateca Montanari si è parlato di "dovere" con Francesca Brezzi

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da sinistra, Francesca Brezzi, filosofo – Francesco Messina, magistrato – Valeria Patregnani, direttrice MeMo

FANO – “I percorsi della democrazia consapevole” iniziati nel mese di novembre con il giudice Scarpinato, primo ospite de la Rassegna “Con le parole giuste” sono approdati nel mare di significati della parola DOVERE, ed in particolare nel DOVERE della memoria, del ricordo insieme alla filosofa Francesca Brezzi.

“Ricordare, come dice l’etimologia della parola – ha esordito il giudice Francesco Messina – significa partire dal cuore, condividere riflessioni insieme. Il passato ci precede, ci condiziona e questo stride con la condizione attuale in cui tutto ciò che è risoluzione dell’enigma viene bypassato”.

Nel prendere la parola la professoressa Francesca Brezzi, già professore Ordinario di Filosofia Morale all’università Roma Tre è dal maggio 2000 Delegata del Rettore per le Pari opportunità- Studi di genere ha spiegato: “Penso che la filosofia abbia il compito di occuparsi di queste tematiche: ricordare, dimenticare, perdonare ma prima di intraprendere il mio discorso premetto che quello che dirò si situerà nei chiaroscuri della ragione, come li definisce la filosofa Maria Zambrano, non pretendo di essere portatrice di una ragione sicura, nel bosco non contano i sentieri ma i momenti in cui si apre una luce.

Tra storia e memoria c’è un rapporto circolare, l’una non esiste senza l’altra ma tra le due c’è un rapporto di fiducia e di sospetto. La memoria deve istruire la storia perché richiama tutto il vissuto del passato e soprattutto è importante nella misura in cui permette di ricordare le vicende dei popoli che non hanno voce, i vinti. La storia non si cambia ma attraverso la memoria possiamo ‘raccontare altrimenti’, reinterpretare il senso di certi fatti”.

La professoressa Brezzi ha posto quindi una domanda: “La storia è farmaco o veleno?” spiegando che può diventare veleno qualora vicende che meritano di essere riportate alla luce vengano dimenticate.

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