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Il Comune di Fossombrone dice “si” al ripristino della Ferrovia Fano-Urbino

Fano invece ha rimosso i binari per la nuova bretella ed autorizza la trasformazione di un casello in palazzina di tre piani

fano-urbino-ferrovia-fvmFANO – Il comune di Fossombrone ha approvato una mozione che sollecita la Regione ad attivarsi per realizzare una ferrovia turistica respingendo il progetto della pista ciclabile sul sedime ferroviario. Il commento dell’Associazione Ferrovia Valle Metauro.

Il 2019 sarà un anno che celebrerà il decennale del primo viaggio sulla linea Alta Velocità Torino – Milano – Salerno –  la “metropolitana d’Italia” – che ha cambiato per sempre l’idea del viaggio, della mobilità, avvicinando città e persone.

Il 2009, quindi,  faceva prevedere che le ferrovie avrebbero avuto una nuova rinascita  dopo decenni di totale abdicazione a favore del traffico su gomma. Infatti dopo l’alta velocità sta seguendo il potenziamento delle direttrici principali, l’ammodernamento delle secondarie e il recupero e la valorizzazione turistica delle ferrovie minori, linee non più utilizzate dal trasporto pubblico.

Purtroppo, nel 2010,  i nostri amministratori provinciali  non si accorsero che era partita una nuova rivoluzione nei trasporti di massa e non videro nella ferrovia Fano-Urbino quella opportunità di sviluppo e modernità che necessita il nostro territorio e cercarono di sopprimerla per sempre chiedendo ed ottenendo la dismissione.

Il Parlamento ha inserito la ferrovia Fano-Urbino  nella legge 128/2017 sulle ferrovie turistiche sottraendola  ad altre mire.

Dall’entrata in vigore della legge sulle ferrovie turistiche, 7 settembre 2017, la Regione Marche,  competente per le linee regionali, non ha prodotto  alcun risultato.  Non ci risulta che siano stati richiesti finanziamenti nonostante siano stati previsti nel contratto di programma 2017/2021  tra MIT ed RFI  235 milioni di euro.

Nel frattempo assistiamo a numeri eccezionali sul turismo ferroviario:  nel biennio 2016/17 si registrano 130 mila presenze con un trend in continua crescita. La Campania, la Lombardia, la Sicilia e il Friuli hanno inserito i percorsi con treni d’epoca nei progetti  finanziati per dare stabilità a questo nuovo tipo di offerta turistica. Dal 2013 l’anno di nascita di Fondazione FS le linee turistiche da 4 sono diventate 9.

Quindi molto bene ha fatto il comune di Fossombrone  ad approvare una mozione per sollecitare la Regione ad attivarsi per realizzare la ferrovia turistica respingendo l’idea della ciclabile sul sedime ferroviario.  Fossombrone è uno scrigno di tesori  che raggiunti da una ferrovia avrebbero una consacrazione  nazionale.

Considerando però che i tempi per un ripristino ferroviario non sono brevi, la mozione prende in considerazione un’ utilizzazione turistica ferroviaria di livello inferiore ma attuabile in pochissimo tempo e con poche risorse: l’uso del ferrociclo previsto dalla legge 128/2017.

Un percorso ferroviario di circa  dieci Km da attuarsi con i ferrocicli, completamente pianeggiante e privo di gallerie si sviluppa dagli scavi romani di San Martino alle Marmitte dei Giganti di San Lazzaro e insieme alle meraviglie che si trovano nel centro storico costituirebbe un unicum nazionale.

Non si comprenderebbe quindi se non venissero sfruttate simili opportunità che contribuirebbero a far diventare la nostra vallata, da Fano ad Urbino, non più solo una meta ma una vera e propria destinazione turistica. 

La Regione,  con poche risorse ( 50mila euro) prelevabili dai Fondi di Sviluppo e Coesione, delibera CIPE 98/2017, o da richiedere al MIT  sui finanziamenti già disponibili, incomincerebbe  un percorso virtuoso. Per la prossima primavera con la pulizia di quel tratto di  linea e l’acquisto dei ferrocicli si darebbe il via all’attività turistica.

Registriamo  intanto che il Comune di Fano persevera a far male a se stesso e a tutta la Vallata del Metauro prima interrompendo la ferrovia nell’intersezione con la bretella in zona Codma ed ora autorizzando la trasformazione di un piccolo casello in un palazzo a tre piani in via Papiria.

Purtroppo sembra che l’entroterra non faccia parte di questa provincia e si cerca in tutti modi di isolarlo non rendendosi conto che solo unendo i tesori della costa a quelli dell’entroterra si realizzerebbe un pacchetto turistico di valore internazionale”.

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