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Grizzly alla minoranza «Attaccano noi per attaccare l’Amministrazione»

I giovani del Grizzly replicano alla minoranza comunale sull'ennesima interpellanza presentata

Giovedì 19 ottobre, in occasione di una seduta del consiglio comunale, "l'opposizione" della nostra città presenterà un'ennesima interrogazione contro lo Spazio Autogestito Grizzly. Qualcuno potrebbe pensare: "niente di nuovo","niente di così importante". Siamo d'accordo, ma quando si supera, e lo si è superato di gran lunga, il piano della verità per lasciare spazio esclusivamente alla falsità e all'ipocrisia, è doveroso e giusto prendere parola. Partiamo col sottolineare come le bufale inventate da questi personaggi hanno trovato ampi spazi nei giornali, le radio e le televisioni cittadine senza che nessuno interpellasse noi, i diretti interessati o semplicemente si informasse in modo corretto e rigoroso. Tutto questo, nonostante venissero dette cose oggettivamente false, che i giornalisti della nostra città dovrebbero conoscere o almeno così pensavamo. Se è stata ignoranza dei fatti o malafede non lo sappiamo, ma è sicuro che delle due, una.  Come abbiamo già detto vogliamo riportare su una dimensione di verità dichiarazioni tanto false quanto evidentemente faziose.  Nelle sue comparsate su radio, tv e giornali, il portavoce delle bufale un tanto al chilo, Davide Del Vecchio, continua a sostenere l'abusivismo della nostra situazione. Prima di tutto per sgomberare il campo da ogni equivoco vogliamo dire con chiarezza che non è né il suo concetto di abusivismo né tanto meno quello di legalità che ci interessano e su cui vogliamo soffermarci.  E' sufficiente dire che in questo momento noi abbiamo una regolare concessione con il Comune di Fano rispetto all'uso e la gestione degli spazi di via della colonna 130.  A questo si aggiunge che nel marzo dello scorso anno il tribunale di Pesaro ha sentenziato, in merito all'accusa di occupazione abusiva dello spazio, l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato". Le motivazioni di tale sentenza, parafrasando, sono legate al fatto di aver restituito alla collettività uno spazio volutamente e colpevolmente lasciato al degrado e all'abbandono da parte del proprietario, il Demanio, cioè un ente pubblico, e per aver agito a fini sociali e di pubblica utilità senza nessuno scopo egoistico o privatistico. Punto secondo. I paladini della legalità, solo quella che non va contro di loro, s'intende, continuano a speculare sulle nostre iniziative, sostenendo che siamo un'attività commerciale. A questo proposito ribadiamo e rivendichiamo che tutte le nostre attività come le nostre iniziative sono totalmente auto finanziate dal sostegno libero e consapevole delle centinaia di persone che attraversano il nostro spazio. Il tempo per rispondere a falsità ed insinuazioni ipocrite finisce qua. Adesso però viene il bello. Ci pare fin troppo facile dimostrare come gli attacchi che subiamo da questi personaggi rappresentano solo il mezzo per attaccare l'amministrazione comunale.  Questo fatto è così ovvio e palese che forse solo "l'opposizione" pensa di poterlo ancora usare non rendendosi conto che tutti sono consapevoli di questo giochetto politico.  A questo punto, però, siamo noi obbligati a rivolgere un'interrogazione a Del Vecchio e soci. Una domanda semplice alla quale, però, nonostante ci siamo sforzati immensamente, non riusciamo a dare risposta. Come mai per attaccare l'amministrazione comunale usate, la vecchia politica insegna, la nostra esperienza? Noi siamo stati, siamo e saremo un soggetto autonomo ed indipendente che rintraccia in quest'amministrazione e in qualsiasi amministrazione un interlocutore politico perché governa la nostra città compiendo scelte e prendendo decisioni che ci riguardano in prima persona. Al di là ed oltre le domande retoriche, è evidente e palese come, oltre le menzogne, gli attacchi che ci vengono mossi sono totalmente strumentali per altri fini.  Arrivati a questo punto, però, vogliamo trarre le nostre conclusioni. Quello che spaventa più di tutto i costruttori di bugie e i politicanti di mestiere che si affannano nel presentare interrogazioni, apparire su radio e tv a dire sempre la stessa cosa è ben altro. La loro più grande preoccupazione, lo spettro che si aggira nelle loro insignificanti e auto referenziali riunioni di partito, è il fantasma della politica, o meglio la materializzazione in carne ed ossa di quel fantasma.  Sono più di tre anni che quel fantasma si è materializzato nei corpi, nelle idee e nelle azioni di uomini e donne, ragazze e ragazzi che si organizzano senza chiedere il permesso,  si incontrano, discutono ed agiscono di conseguenza. Sono più di tre anni che organizzano iniziative, costruiscono mobilitazioni, creano legami sociali e relazioni al di fuori e al di là delle ricette della vecchia politica, una politica sempre più delegittimata e sempre più fine a se stessa.  Sono più di tre anni che non aspettano che qualcuno parli di e per loro, qualcuno che non li rappresenta e ormai rappresenta solo un ceto politico che tenta di sopravvivere. Sono più di tre anni che tenta insieme a tante e tanti altri di restituire dignità, passione e cuore alla politica, intesa come idea, lotta, critica e impegno, personale e collettivo. Quel fantasma della politica che da più di tre anni è diventato lo Spazio Autogestito Grizzly è quello che tormenta maggiormente i fantasmi della politica: politicanti che non rappresentano nessuno se non loro stessi e a cui non crede più nessuno perché senza nessuna legittimità e senza nessun consenso. Nonostante questo, però, la pochezza e l'insignificanza politica dell'opposizione sono state comunque sufficienti alla giunta comunale per mettere come termine ultimo alla nostra concessione il 31 dicembre 2017. Ci vogliamo augurare che d'ora in poi la volontà politica della giunta non sia influenzabile da miseri fattori esterni, ma sia in grado di mettere in campo un piano di proposta e di prospettiva seria e reale a partire da subito. Forse è superfluo ricordarlo, ma probabilmente è opportuno ribadirlo. Noi un posto già lo abbiamo, uno spazio che ci siamo conquistati e che non ci sposteremo da dove siamo senza l'alternativa di un posto idoneo alle nostre iniziative, come recita la concessione che abbiamo firmato con il Comune, ma soprattutto, come ci viene richiesto dalle centinaia di persone che frequentano il nostro spazio e non solo e che non si capacitano del fatto che questa città debba rimanere senza un luogo fisico di aggregazione politica, sociale e culturale. Sappiamo con certezza che in città esistono possibili soluzioni alternative. Ora ci aspettiamo e pretendiamo, visto la scadenza che ci è stata imposta e visto i termini della concessione che abbiamo firmato, che la giunta comunale avanzi delle proposte serie. Quello cha manca, ad oggi, ma come spesso accade, non sono le soluzioni alternative, ma la volontà di trovarle ed attuarle. FANO – Giovedì 19 ottobre, nell’ambito del consiglio comunale, è prevista la presentazione da parte della minoranza una nuova interrogazione sullo Spazio Autogestito Grizzly. 
Questo è il commento da parte dei giovani del Grizzly.

“Quando si supera, e lo si è superato di gran lunga, il piano della verità per lasciare spazio esclusivamente alla falsità e all’ipocrisia, è doveroso e giusto prendere parola.

Partiamo col sottolineare come le bufale inventate da questi personaggi hanno trovato ampi spazi nei giornali, le radio e le televisioni cittadine senza che nessuno interpellasse noi, i diretti interessati o semplicemente si informasse in modo corretto e rigoroso.
Tutto questo, nonostante venissero dette cose oggettivamente false, che i giornalisti della nostra città dovrebbero conoscere o almeno così pensavamo. Se è stata ignoranza dei fatti o malafede non lo sappiamo, ma è sicuro che delle due, una.

Come abbiamo già detto vogliamo riportare su una dimensione di verità dichiarazioni tanto false quanto evidentemente faziose.
Nelle sue comparsate su radio, tv e giornali, il portavoce delle bufale un tanto al chilo, Davide Del Vecchio, continua a sostenere l’abusivismo della nostra situazione. Prima di tutto per sgomberare il campo da ogni equivoco vogliamo dire con chiarezza che non è né il suo concetto di abusivismo né tanto meno quello di legalità che ci interessano e su cui vogliamo soffermarci.

E’ sufficiente dire che in questo momento noi abbiamo una regolare concessione con il Comune di Fano rispetto all’uso e la gestione degli spazi di via della colonna 130.
A questo si aggiunge che nel marzo dello scorso anno il tribunale di Pesaro ha sentenziato, in merito all’accusa di occupazione abusiva dello spazio, l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”. Le motivazioni di tale sentenza, parafrasando, sono legate al fatto di aver restituito alla collettività uno spazio volutamente e colpevolmente lasciato al degrado e all’abbandono da parte del proprietario, il Demanio, cioè un ente pubblico, e per aver agito a fini sociali e di pubblica utilità senza nessuno scopo egoistico o privatistico.

Punto secondo. I paladini della legalità, solo quella che non va contro di loro, s’intende, continuano a speculare sulle nostre iniziative, sostenendo che siamo un’attività commerciale. A questo proposito ribadiamo e rivendichiamo che tutte le nostre attività come le nostre iniziative sono totalmente auto finanziate dal sostegno libero e consapevole delle centinaia di persone che attraversano il nostro spazio.

Il tempo per rispondere a falsità ed insinuazioni ipocrite finisce qua. Adesso però viene il bello.

Ci pare fin troppo facile dimostrare come gli attacchi che subiamo da questi personaggi rappresentano solo il mezzo per attaccare l’amministrazione comunale.
Questo fatto è così ovvio e palese che forse solo “l’opposizione” pensa di poterlo ancora usare non rendendosi conto che tutti sono consapevoli di questo giochetto politico.

A questo punto, però, siamo noi obbligati a rivolgere un’interrogazione a Del Vecchio e soci. Una domanda semplice alla quale, però, nonostante ci siamo sforzati immensamente, non riusciamo a dare risposta. Come mai per attaccare l’amministrazione comunale usate, la vecchia politica insegna, la nostra esperienza? Noi siamo stati, siamo e saremo un soggetto autonomo ed indipendente che rintraccia in quest’amministrazione e in qualsiasi amministrazione un interlocutore politico perché governa la nostra città compiendo scelte e prendendo decisioni che ci riguardano in prima persona. Al di là ed oltre le domande retoriche, è evidente e palese come, oltre le menzogne, gli attacchi che ci vengono mossi sono totalmente strumentali per altri fini.

Arrivati a questo punto, però, vogliamo trarre le nostre conclusioni.
Quello che spaventa più di tutto i costruttori di bugie e i politicanti di mestiere che si affannano nel presentare interrogazioni, apparire su radio e tv a dire sempre la stessa cosa è ben altro. La loro più grande preoccupazione, lo spettro che si aggira nelle loro insignificanti e auto refereziali riunioni di partito, è il fantasma della politica, o meglio la materializzazione in carne ed ossa di quel fantasma.

Sono più di tre anni che quel fantasma si è materializzato nei corpi, nelle idee e nelle azioni di uomini e donne, ragazze e ragazzi che si organizzano senza chiedere il permesso,  si incontrano, discutono ed agiscono di conseguenza. Sono più di tre anni che organizzano iniziative, costruiscono mobilitazioni, creano legami sociali e relazioni al di fuori e al di là delle ricette della vecchia politica, una politica sempre più delegittimata e sempre più fine a se stessa.

Sono più di tre anni che non aspettano che qualcuno parli di e per loro, qualcuno che non li rappresenta e ormai rappresenta solo un ceto politico che tenta di sopravvivere. Sono più di tre anni che tenta insieme a tante e tanti altri di restituire dignità, passione e cuore alla politica, intesa come idea, lotta, critica e impegno, personale e collettivo. Quel fantasma della politica che da più di tre anni è diventato lo Spazio Autogestito Grizzly è quello che tormenta maggiormente i fantasmi della politica: politicanti che non rappresentano nessuno se non loro stessi e a cui non crede più nessuno perché senza nessuna legittimità e senza nessun consenso.

Nonostante questo, però, la pochezza e l’insignificanza politica dell’opposizione sono state comunque sufficienti alla giunta comunale per mettere come termine ultimo alla nostra concessione il 31 dicembre 2017. Ci vogliamo augurare che d’ora in poi la volontà politica della giunta non sia influenzabile da miseri fattori esterni, ma sia in grado di mettere in campo un piano di proposta e di prospettiva seria e reale a partire da subito.

Forse è superfluo ricordarlo, ma probabilmente è opportuno ribadirlo. Noi un posto già lo abbiamo, uno spazio che ci siamo conquistati e che non ci sposteremo da dove siamo senza l’alternativa di un posto idoneo alle nostre iniziative, come recita la concessione che abbiamo firmato con il Comune, ma soprattutto, come ci viene richiesto dalle centinaia di persone che frequentano il nostro spazio e non solo e che non si capacitano del fatto che questa città debba rimanere senza un luogo fisico di aggregazione politica, sociale e culturale.

Sappiamo con certezza che in città esistono possibili soluzioni alternative. Ora ci aspettiamo e pretendiamo, visto la scadenza che ci è stata imposta e visto i termini della concessione che abbiamo firmato, che la giunta comunale avanzi delle proposte serie. Quello cha manca, ad oggi, ma come spesso accade, non sono le soluzioni alternative, ma la volontà di trovarle ed attuarle.

 

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