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Gestione delle emergenze a Fano, l’interrogazione dei Cinquestelle

cinque stelle fano interpellanza sicurezzaFANO – I gruppo consigliare del Movimento Cinquestelle, Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri e Giovanni Fontana, ha presentato una interrogazione  relativa alle misure per gestire situazioni di emergenza comunale.

Ecco il testo dell’interrogazione:

PREMESSO CHE

  • La macchina organizzativa per la gestione del ritrovamento dell’ordigno bellico del 13 marzo 2018 a Fano sembrerebbe aver funzionato al meglio
  • Grazie alla professionalità delle forze dell’ordine e degli Enti coinvolti e al senso civico e di comunità dei cittadini stessi, la fase più critica di sgombero di circa 23 mila cittadini si è risolta senza particolari intoppi
  • Questa giornata di tensione può essere archiviata come una grande esercitazione di Protezione Civile nella quale la città di Fano, con tutte le sue componenti, ha dimostrato di essere in grado di rispondere alle situazioni di criticità
  • Dalle difficoltà di comunicazione e gestione di alcuni passaggi si può solo ripartire per essere ancora meglio preparati per eventuali nuove situazione di emergenza

CONSIDERATO CHE

– Ci sono giunte notizie di difficoltà nell’evadere le richieste di trasporto di anziani e disabili dalle proprie abitazioni e dai centri dedicati, tanto che molti di loro non sono stati evacuati, come ad esempio quelli delle case di riposo Familia Nova e Cante di Montevecchio, dove sono stati attivati i procedimenti interni di sicurezza

– La comunicazione verso i cittadini è stata canalizzata attraverso la TV, la pagina facebook del Sindaco, senza privilegiare il sito ufficiale del Comune, dove è apparsa l’ordinanza di sgombero dopo due ore e mezza dall’avvio della procedura e dove è apparsa la cartina ad alta definizione delle zone coinvolte nell’evacuazione circa tre ore e mezza dopo l’avvio della stessa

– Il numero di emergenza è andato in tilt dopo un’ora e mezza, è apparso allora sugli schermi tv quello della Cooperativa Tre Ponti e dopo un’ora quello di un altro numero di emergenza

– Molte persone che hanno raggiunto i punti di attesa non sono riusciti, per alcune ore, ad avere notizie certe di dove spostarsi e dove poter passare la notte

– il caso della gestione di questa emergenza si è comunque sviluppato in una situazione apparentemente tranquilla e con tutti i mezzi di comunicazioni attivi. E se ci fossero emergenze da gestire con blackout elettrici o in altre situazioni ben più difficili?

INTERROGANO IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE

  • Se ad emergenza conclusa è stato fatto un debreefing con tutti gli attori coinvolti per esaminare come si è svolta l’evacuazione e cosa si può migliorare
  • Se si è seguito e utilizzato un preciso protocollo d’emergenza o, se non è stato utilizzato, lo si dovrà aggiornare (ad esempio, in questo caso di rischio di esplosione si è interrotta l’erogazione di gas negli stabili potenzialmente coinvolti?)
  • Quante richieste di trasporto per anziani e disabili sono giunte ai numeri di emergenza e quante ne sono state evase
  • Come mai si è scelto di non trasportare anziani e disabili dalle case di cura e far applicare il protocollo interno di emergenza?
  • Se il Sindaco non ritenga opportuno formare direttamente i cittadini, assieme al supporto della Protezione Civile, su come comportarsi in casi di emergenza pubblica, attraverso quali canali informarsi in via prioritaria e verso quali punti di attesa e di accoglienza andare, nel caso che i mezzi di informazione classici non possano essere utilizzati o in altre condizioni critiche.
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