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Fossombrone ed i suoi musei aperti solo “a chiamata”

Una riflessione sulle Muse forsempronesi

casa-museo-quadreria-cesarini-fossombroneFOSSOMBRONE – Visionando sul sito del comune i rinnovati depliant turistici delle strutture museali cittadine, si nota che sugli stessi non compare alcuna indicazione circa giorni e orari di apertura ma unicamente dei numeri di telefono da contattare. Nella stessa pagina si legge che i musei “Sono aperti a chiamata negli orari di apertura del Punto IAT”.

La politica di fruizione dei propri beni culturali intrapresa dal Comune (che ha affidato la gestione del servizio del Punto IAT alla Confcommercio) è quella per cui un potenziale visitatore contatti l’ufficio informazioni (punto IAT) e concordi il giorno e l’ora della visita.

Ma siamo sicuri che si tratti della modalità più corretta? Sicuramente in questo modo si ottimizza il costo del personale che altrimenti dovrebbe essere impiegato per tenere aperte le sedi museali (Casa Cesarini, San Filippo, Pinacoteca e Museo Archeologico).

Ma può essere sempre e solo una questione di soldi? Solitamente questa modalità viene adottata per musei minori e non, come in questo caso, per i principali musei cittadini. Non sarebbe opportuno comunicare un orario di apertura preciso, seppur limitato (magari nei weekend) e lasciare la modalità della chiamata solo per i restanti giorni?

Chiamare un numero di telefono e chiedere se è possibile la visita allo stesso modo in cui si chiama un ristorante per chiedere se è possibile andare a mangiare un piatto di pasta, non è di certo la modalità più felice per rendere agevole a cittadini e turisti la fruizione del patrimonio culturale della città.

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