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Fano-Grosseto e Valle del Metauro, figlie di un Dio minore?

Una delle grandi incompiute d'Italia, la "politica bla bla bla" ed una valle isolata

fano grosseto superstradaVALMETAURO – Il progetto era ambizioso: quello di collegare i due versanti dell’Italia, dall’Adriatico al Tirreno, da qui il nome della Superstrada dei Due Mari ovvero la Fano-Grosseto (E-78). Quel progetto oggi più che strada dei Due Mari è una “strada della vergogna”, perché?

Perché dopo i primi tratti costruiti, incontri, protocolli firmati tra presidenti delle tre regioni coinvolte (Marche, Umbria e Toscana), intendimenti, fraintendimenti, proposte di mettere caselli a pagamento etc, etc. se ne sono dette tante ma oggi, a distanza di decenni (se ne cominciò a parlare addirittura negli anni ’60) la Fano-Grosseto è ancora una grande incompiuta. Nel frattempo la Regione Marche ha investito sul progetto della Quadrilatero che collega la parte sud della regione con l’Umbria e quindi con le direttrici dell’E45 che porta a Roma migliorando notevolmente i collegamenti in quella parte di territorio.

Una vergogna perché la strada di Bocca Trabaria, che collega la valle del Metauro all’Umbria e quindi alla Toscana, è chiusa a causa di una frana da marzo 2018, causando un grave isolamento per i territori con ripercussioni economiche anche per le aziende ed il turismo.

Una vergogna perché è stata costruita una galleria lunga sei chilometri, la Guinza, i cui lavori sono iniziati nel 1990 e terminata nel 2004, costata oltre 500miliardi di vecchie lire che attualmente collega un bosco con un altro bosco, in pratica il nulla.

Una vergogna perché ora il progetto sembra sia stato bloccato dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici che non ritiene sufficientemente sicuro aprire l’unica galleria a doppio senso di marcia. Questo era infatti l’accordo raggiunto, nel corso del precedente governo, dai nostri politici locali: realizzazione del lotto a quattro corsie fino a Bivio Borzaga (Fermignano) e semplice allargamento della strada esistente fino a raggiungere la Guinza per poi arrivare in Umbria.

Una vergogna perché il progetto di una strada che, oltre ad agevolare le comunicazioni per i residenti, avrebbe permesso di modificare sensibilmente i flussi di traffico nella direttrice est-ovest a vantaggio dei territori che avrebbe attraversato ma che, di volta in volta, è stato rivisto sempre più a ribasso per mancanza di risorse economiche.

Ecco perché la Fano-Grosseto e la valle del Metauro sembrano figlie di un Dio minore: la politica ha parlato fin troppo ma i fatti parlano da soli.

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