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Fano Calcio, l’inconcepibile silenzio di Gabellini

Claudio Gabellini Fano CalcioFANO – Scusi, Gabellini ma lei lascia o raddoppia? Sappia per sua norma e regola che non abbiamo mica tutta la vita davanti per aspettare una decisione! Il buon Mike Bongiorno tirerebbe di certo le orecchie ad un concorrente che cincischiasse maldestramente, barcamenandosi tra mille e più dubbi prima di risolversi a dare una qualche risposta.

E che direbbe di Gabellini, trinceratosi dietro un inconcepibile e a questo punto stucchevole silenzio proprio nel momento in cui le parole vanno invece dette urbi et orbi?

Già, perché la piazza ha il diritto di sapere quale sorte attende l’Alma, la stampa, costretta a lastricare pagine del nulla elevato all’ennesima potenza, ha il sacrosanto dovere di chiederglielo e lui l’imperativo morale di rispondere chiaramente. Si chiama democrazia, trasparenza e in definitiva rispetto dei ruoli.

Non stiamo infatti parlando di un’automobile, una casa o qualsivoglia bene materiale: queste sono cose private e il proprietario ha fondato motivo di gestirle come meglio crede, senza essere tenuto a rendere conto a chicchessia di quello che fa. No, signori, una società di calcio appartiene in realtà alla gente (‘L’Ascoli non è mio ma degli ascolani’ era solito dire Costantino Rozzi,  un vero grande), a tutti quanti la amano e in funzione di essa scandiscono, soffrendo ed esultando in egual misura, i giorni della propria esistenza. E la massa non va mai ignorata, tradita o delusa nelle sue attese.

Ora è venuto il momento di dire chiaro e tondo come stanno le cose, senza più nascondersi dietro ad un dito, ché non siamo bambini e alle favole abbiamo smesso di credere da un pezzo. Gabellini rimane, magari con l’aiuto di qualcuno? Vende, venderà o ha già venduto? Cerca ancora acquirenti? O cos’altro diavolo sta facendo travestito da Belfagor?

Domande semplici che esigono risposte dirette. Neppure difficili da dare, a conti fatti. Quale che sia la replica, anche la più nefasta possibile, sarebbe pur sempre preferibile a questo muro di gomma sul quale rimbalzano, tornando al mittente, quesiti che stanno a cuore a molti. A tutti. Tranne uno.

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