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Da Tavullia ad Alessandria, la strage dei lupi

Quattro animali vittime di veleno e bracconaggio nel centro-nord Italia. La denuncia dell'Associazione CABS.

lupo bracconaggioTAVULLIA – Sono quattro i lupi vittime di scriteriati atti delinquenziali in nord Italia. Il tutto in pochi giorni. Lo afferma il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio, che ricorda come anche il lupo di San Sebastiano Curone, in provincia di Alessandria, inizialmente soccorso per una brutta ferita alla zampa causata da una trappola, è deceduto nelle scorse ore.

A questo si deve aggiungere un lupo avvelenato in Val Lavazzè, in provincia di Trento, mentre un terzo animale è stato trovato ucciso da colpi di arma da fuoco vicino San Giorgio, in provincia di Piacenza.

Sembra invece potercela fare il quarto lupo trovato ferito dal cappio metallico del bracconiere a Tavullia, nella provincia di Pesaro Urbino.

Ad ogni modo, sempre secondo il CABS, si deve tenere a mente come questi esemplari sono solo gli animali ritrovati.

Nessuno sa quanti ne muoiono nelle silenziose trappole dei bracconieri spesso ben occultate nei boschi lungo gli esclusivi camminamenti della fauna selvatica.

Quanto sta avvenendo in questi giorni – hanno affermato i protezionisti – evidenzia quanto crudele, diffuso e impunito sia il bracconaggio in Italia.

Ancora più grave è però il fatto che tutto ciò si stia consumando in pieno periodo di restrizione della mobilità delle persone per la nota epidemia di Coronavirus.

Dai nostri archivi – ha aggiunto il CABS – non risultano in Italia sostanziali modifiche del numero dei casi registrati negli ultimi mesi rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019. La migliore dimostrazione di come incallito sia il bracconaggio italiano”.

Il CABS ricorda come il lupo è considerato specie “particolarmente protetta”, ossia soggetta alla massima protezione sia dalla norma nazionale che europea.

Sarebbe anche il caso di chiedersi – ha riferito il CABS – che fine ha fatto il vetusto Piano Nazionale Antibracconaggio che le autorità italiane stanno da anni predisponendo per rispondere alla possibile procedura d’infrazione dell’Unione Europea.

Gli uffici di Bruxelles, infatti, hanno avvitato la pratica EU Pilot propedeutica all’avvio dell’accusa di infrazione, proprio perché l’Italia non ha saputo proteggere adeguatamente il proprio patrimonio faunistico.

Sebbene il riferimento sia alle specie di uccelli, quattro “particolarmente protetti” lupi uccisi in pochi giorni rappresentano a nostro avviso la migliore dimostrazione di come molti pochi sforzi si siano fatti per proteggere la natura”.

Per cambiare rotta, occorrerebbero maggiori controlli e soprattutto equiparare, sotto il profilo della protezione giuridica, gli animali selvatici a cani e gatti, gli animali da affezione.

Non si capisce – ha concluso il CABS – perché questi debbano giustamente essere protetti nella più potente categoria dei reati-delitti, mentre lupi, cicogne, aquile e tante altre specie della fauna selvatica, sono inclusi nella blanda influenza dei flebili reati di contravvenzione”.

IL CABS È UN’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARI CON SEDE A BONN SPECIALIZZATA NELL’ANTIBRACCONAGGIO

E’ ATTIVA IN ITALIA CON NUMEROSI NUCLEI, OLTRE CHE A MALTA, FRANCIA, GERMANIA, SPAGNA, CIPRO E LIBANO

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