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Crisi idrica, aperto il Pozzo Burano. Rossi: “Apertura limitata e controllata”

Aperto il pozzo del Burano per contrastare la crisi idrica in atto nella provincia di Pesaro e Urbino.

giacomo rossi
Giacomo Rossi consigliere regionale dei Civici

PESARO – Il Consigliere dei Civici Marche, Giacomo Rossi, interviene sull’apertura del Pozzo del Burano avvenuta nel pomeriggio di venerdì per contrastare l’emergenza idrica della Provincia.

Il Consigliere Rossi si batte da sempre sulle tematiche riguardanti l’acqua e, più volte in passato, ha seguito le vicende del Pozzo del Burano. Afferma Rossi: “L’apertura del Pozzo del Burano, che mi è stata comunicata venerdì dall’Assessore all’Ambiente Stefano Aguzzi, è avvenuta per far fronte all’emergenza idrica stagionale senza precedenti ma, a differenza degli altri anni, sarà un apertura limitata e monitorata.

Il Pozzo del Burano è stato aperto in due occasioni: – da luglio a settembre del 2017 e ad ottobre 2020, per due settimane. Nel primo caso c’è stato uno sversamento di 300 l/s (portata massima); nel secondo caso sono state fatte delle prove di carico graduali.

In quest’ultimo caso è stata cambiata anche la testa-pozzo e sono stati installati i sensori per il controllo della pressione e della temperatura.

A detta del Dirigente della Protezione Civile Piccinini, i 150 l/s di sversamento non costituiscono nessun problema, in quanto la pressione risale in pochi secondi. Sempre a detta del geologo, le aperture temporanee non costituiscono nessun problema; lo stesso non si può dire per le aperture continuative e, per questo, vigileremo attentamente affinché non sia sversato un litro in più del “consentito”.

Continua Rossi: “Nonostante le rassicurazioni, monitorerò giorno per giorno la situazione e non consentirò che l’Entroterra si debba inginocchiare ancora verso certe scelte. Con la Regione abbiamo già avviato l’iter che porterà alla pulizia degli invasi esistenti, che è la prima delle soluzioni necessarie ed urgenti per far fronte all’emergenza idrica.

Ho inoltre sollecitato più volte Aato, i gestori idrici e la Regione sull’esigenza della manutenzione delle reti (che hanno perdite del 37%), sulla desalinazione, sulla creazione di piccoli (e non mega) invasi e sulla bonifica delle falde costiere.

Il Pozzo del Burano è una riserva idrica emergenziale ma, in futuro, dovremo scongiurare sempre più la sua apertura ed iniziare a valutare delle giuste compensazioni per l’Entroterra a fronte dello “sforzo idrico” che da sempre mette a disposizione per tutta la Provincia”.

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