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“Cartoceto e il suo futuro, in questi anni è mancato un vero dibattito pubblico”

Le riflessioni di una cartocetano acquisito: "Le enormi potenzialità si sprecano per la mancanza di un vero progetto di rinascita"

cartocetoCARTOCETO – “Quello che stupisce in questi ultimi anni a Cartoceto è la mancanza di un vero dibattito pubblico sul futuro di un borgo che rischia di svuotarsi. Ad esempio su un tema importante come la fusione, al di là dell’essere a favore o contro, non è stato organizzato da parte dell’amministrazione nessun dibattito pubblico e neanche il consiglio comunale monotematico che era stato promesso. Per questo ho apprezzato i due articoli sull’ultimo numero del giornale: la proposta di un “cantiere” per rilanciare il capoluogo e la riflessione della redazione sul ruolo del volontariato e della pro loco.

Un paese bello e fortunato
Il mese scorso ho visitato in bicicletta i paesi della nostra regione arroccati sotto i Sibillini che hanno subito il terremoto e ho visto gente che con entusiasmo ha riaperto le attività. Non riesco a capire perché invece un paese bello e fortunato come il nostro si perda di anno in anno: fortunato perché vicino al mare e vicino a due città importanti, agricoltura di pregio con 3 DOP (olio, vino, formaggi), zona industriale e artigianale ai suoi piedi ancora vivace, un clima invidiabile come il suo paesaggio che ne fecero nei secoli  luogo prediletto da nobili e prelati. Quarant’anni fa il paese contava oltre 50 diverse attività artigianali e commerciali. Basta un festival di due domeniche per entusiasmarsi?

Umberto Bernasconi

Facciamo futuro, quale?
“Facciamo futuro”, nome ben azzeccato di una lista di giovani, aveva fatto ben sperare: “rapporto diretto tra amministrazione e cittadini, collaborazione stretta con le associazioni, progetti di rinascita…”.
Non ho visto in questi tre anni, al di là di realizzazioni episodiche un progetto, una visione di un futuro possibile. Ho visto le slide di un ipotetico centro culturale e ho visto la realtà della chiusura di una biblioteca centenaria gestita per 15 anni da professionisti come tutte le biblioteche dei paesi limitrofi; ho visto la fine di una iniziativa di respiro internazionale come “Il sentimento agreste” che costava meno della metà di un singolo concerto del festival attuale.
“I teatri della diversità” altra iniziativa internazionale che si è tenuta a Cartoceto per dieci anni organizzata da un cartocetano potrebbe tornare nel nostro teatro con un minimo di buona volontà.

Il gruppo di volontari
Un gruppo di volontari sta difendendo l’ultimo baluardo: la biblioteca, volontari erano quelli che hanno risistemato la fonte vecchia e la fonte del trebbio, volontari hanno ripristinato il campo da tennis dopo anni di abbandono, volontari fanno la manutenzione del cimitero e soprattutto sono i volontari della pro loco che permettono l’allestimento dei due eventi che assorbono quasi per intero le risorse economiche destinate alla promozione del comune: Cartoto Dop il festival e Music Square; però le decisioni su come organizzare tali eventi sono strettamente nelle mani del sindaco e delle agenzie esterne.  ” Noi ci mettiamo la faccia” – per le foto sui giornali ….. e voi ci mettete le braccia!

La mancanza di una comunità
Il popolo di Cartoceto ama il proprio paese e ha dato prova di essere ancora pronto a rimboccarsi le maniche, manca però la comunità cartocetana, manca un centro di aggregazione credibile che una volta era la Pro loco o la parrocchia o l’amministrazione comunale: ma la pro loco, nonostante l’impegno ammirabile di pochi, è ridotta a sostituire la cronica mancanza di personale comunale, la comunità parrocchiale è divisa in due comunità poco comunicanti e l’amministrazione comunale considera le assemblee pubbliche una perdita di tempo.

“Fare futuro” e i giovani?
Dal mio osservatorio di vecchio abitante nel capoluogo sono quasi invisibili. Ho conosciuto dei giovani che hanno lavorato ad un impegnativo progetto che è stato presentato al sindaco, ma poi non si è saputo più nulla. Ho incontrato dei giovani mentre lavoravo alla fonte del Trebbio che cercavano un posto dove incontrarsi: hanno parlato con il vicesindaco e con il parroco. La ex-PB avrebbe appunto dovuto diventare l’edificio delle associazioni e anche finalmente la sede della banda comunale ma dopo mesi di tentativi si è scoperto che il costo delle utenze e delle sistemazioni a carico delle associazioni era troppo gravoso e con nessuna garanzia di durata del contratto di comodato.

Le enormi potenzialità
Un paese il nostro che coniuga l’agricoltura con l’arte, paese con tre dop, ospitava uno dei ristoranti più rinomati della provincia, ospita tutt’ora eccellenze in campo gastronomico: tre frantoi producono ottimo olio, vini di qualità, salumi e formaggi conosciuti anche all’estero. Il “sentimento agreste” si esprime a Cartoceto negli artisti del paesaggio (gli agricoltori che ancora resistono nonostante margini di guadagno sempre più ristretti) e nelle botteghe degli artisti locali.
Il progetto sulla individuazione di un germoplasma di ulivo tipico della zona è estremamente importante per esaltare la dop olivicola di Cartoceto e porterebbe importanti risorse, ma richiederà l’impegno concreto dell’attuale amministrazione per continuare.

Le incompiute
Rimandate al futuro: da 20 anni un tratto delle mura perimetrali rifatto dopo il crollo del caseggiato adiacente aspetta il completamento, come aspettano le mura della “Turchia”, anche il teatro aspetta un futuro non episodico, aspetta il museo dell’olio, aspettano i capannoni comunali presso la pista di pattinaggio, aspetta il rudere della ex pesa di diventare sede del punto di informazione turistica e aspettano dopo cinque anni anche le due famiglie estromesse dalle proprie case dopo il crollo del novembre 2012.

Il tono è volutamente provocatorio e la mia intenzione era appunto di continuare il dibattito sul futuro di questo borgo storico almeno sulle pagine di questo giornale.

N.B. Le frasi in corsivo sono tratte dal programma elettorale della lista “Facciamo futuro”

Umberto Bernasconi,
contento comunque di avere scelto per la seconda volta di abitare nel centro storico di Cartoceto

 

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