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Autotrasporto, concorrenza spietata dell’Est Europa

Arrivano ad Ancona dalla Croazia mezzi pesanti con autisti che costano alle imprese di autotrasporto straniere 500 euro al mese rispetto ai 2 mila euro di un autista italiano

autotrasporto concorrenza est europaPESARO – Aumenta anche in provincia di Pesaro e Urbino il traffico dei veicoli pesanti sulle strade statali, provinciali e in autostrada. Una crescita  del 3,1 per cento tra maggio 2016 e maggio 2017 che per il tratto dell’A14 della provincia di Pesaro e Urbino sfiora il 5 per cento.

Dovrebbe essere una bella notizia per le imprese del settore; un segnale di ripresa dopo anni di crisi. Ma non è così. E’ infatti il vento dell’Est a soffiare sulle nostre strade e a riempirle di Tir.

“Sbarcano ad Ancona dalla Croazia – spiega Riccardo Battisti responsabile CNA FITA – si tratta autisti bulgari e rumeni che costano alle imprese di autotrasporto straniere 500 euro al mese rispetto ai 2 mila euro che è il costo medio di un autista italiano.

I veicoli con le targhe straniere si immettono sull’A14 e attraversano l’Italia per consegnare le merci ai supermercati e alle aziende su tutto il territorio nazionale. Una concorrenza spietata ai nostri autotrasportatori, in molti casi senza rispettare le normative del Codice della strada e le leggi sulla sicurezza.”

Le imprese dell’autotrasporto, secondo uno studio della Fita Cna, sono scese in sei anni di 600 unità (100 all’anno). In provincia di Pesaro e Urbino ora sono poco più di 1.100 (erano 1.700 e quasi 2.000 prima del 2006).

Secondo la Fita Cna, i ricavi degli autotrasportatori sono aumentati, nell’ultimo anno, dell’1,5% a fronte di un aumento dei costi per le retribuzioni del 36,4%. Complice il calo del costo del gasolio, le spese per i consumi sono invece diminuite dell’8,3 per cento.

“La ripresa – conclude Luciano Barattini, presidente regionale dell’autotrasporto merci della CNA – è dietro l’angolo ma se non riusciremo a frenare l’arrivo di Tir stranieri che lavorano a condizioni improponibili per le nostre imprese, non riusciremo ad agganciarla neanche questa volta e il settore continuerà a veder scomparire nelle Marche imprese e posti di lavoro. Per questo il fenomeno va monitorato dalle forze dell’ordine con maggiori controlli sulle nostre strade, in particolare sul tratto marchigiano dell’A14, che è lo sbocco naturale dei vettori stranieri dai Paesi dell’Est”. 

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