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Arretramento della ferrovia adriatica, Baldelli: “La ferrovia arretra o avanzano solo le illusioni?”

L'ex sindaco di Pergola, vice presidente nazionale dell'ANCI interviene sull'ipotesi di arretramento della ferrovia adriatica dalla costa all'interno.

baldelli stazione pesaro
Francesco Baldelli, vice presidente nazionale ANCI

PERGOLA – “L’arretramento della linea ferroviaria Adriatica per l’alta velocità è fattibile o solo una delle tante boutade elettorali?”. E’ quanto si chiede Francesco Baldelli sul dibattito di arretrare la ferrovia adriatica dalla costa all’entroterra.

“E’ una domanda che dobbiamo porci, se vogliamo affrontare un ragionamento serio su un’opera che sarebbe strategica per il rilancio turistico ed imprenditoriale delle Marche, ma che deve fare i conti con una conformazione orografica della nostra regione che non ne rende affatto agevole la realizzazione.
Il tema è ritornato in auge nelle ultime settimane. E’ bastata una battuta di Dario Franceschini (quello dei buoni vacanze, per intenderci) per mettere in moto la macchina dei sogni delle sinistre: si parlava di infrastrutture ed ecco saltar fuori dal cilindro del ministro dei Beni culturali e Turismo l’idea dell’Alta Velocità.
E’ un tema che periodicamente ritorna a galla da vent’anni, un po’ come quelli della Fano-Grosseto e della galleria della Guinza, ma che non è mai andato oltre le parole, le intenzioni e le promesse elettorali cicliche come le campagne elettorali.
E non si dica che l’opera “si può fare” perché arrivano risorse dall’Europa: se noi marchigiani siamo famosi per non spendere tutti i fondi europei, adesso non vorremmo mica primeggiare per quelli che in Italia ne spendono senza alcun serio progetto basato su un’analisi costi-benefici?
L’ostacolo alla realizzazione dell’arretramento della ferrovia non è solo di natura economica. Non basta trovare le risorse, tante risorse, e non basta nemmeno la volontà politica di chi ci governa, sempre essa esista realmente.
L’ostacolo è soprattutto di natura orografica: i territori marchigiani sono fatti di colline perpendicolari alla costa, alternate a vallate, quindi la costruzione di un nuovo percorso adatto all’alta velocità comporterebbe la realizzazione di un susseguirsi di gallerie e viadotti, con importanti pendenze che mal si adatterebbero agli stringenti requisiti per l’Alta Velocità.
La proposta è però di arretrare la ferrovia a fianco dell’autostrada. Prendiamo ad esempio il primo tratto tra Pesaro e Fano, che dovrebbe passare in prossimità dell’Ardizio: quali i costi e l’impatto ambientale necessari a guadagnare qualche minuto in più sulla tratta ferroviaria? Che cosa comporterebbe per l’Ardizio? E’ concretamente realizzabile un simile progetto?
Tutto quello che ad oggi sappiamo è che Franceschini ha rilanciato l’idea e il sindaco Ricci gli è andato dietro. Ma sulla carta cosa c’è, a parte qualche riga d’intenti nel libro dei sogni ‘Pesaro 2030’ di Ricci? Il sindaco ha dichiarato in consiglio comunale che esiste un progetto di fattibilità. Chi ce l’ha? Perché non viene pubblicato? Riporta una stima economica dell’opera?
Indica il nuovo tracciato e modalità e tempi di realizzazione? Il progetto è stato intersecato con il secondo casello e le opere complementari? L’alta velocità sarebbe un grande aiuto per una regione che soffre un ritardo infrastrutturale spaventoso.
Ma non si vendano illusioni e false speranze. Si mostrino le carte. Si faccia un ragionamento serio su pro e contro. E solo dopo, dimostrando la fattibilità dell’arretramento a condizioni sostenibili, facciamo tutti insieme una battaglia per ottenerlo. In caso contrario, sarebbe ancora una volta solo uno slogan elettorale. Parole al vento”.
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