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All’Alberghiero di Pesaro una mostra sui manifesti di propaganda bellica

A 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale

mostra_alberghiero_guerra_propagandaPESARO – Inaugura Sabato 15 dicembre alle ore 16.30 all’Istituto Alberghiero Santa Marta una mostra sui manifesti di propaganda bellica, nella ricorrenza dei 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. La mostra è curata dalle classi 5G e 5E coordinate dagli insegnanti Francesca Coraducci e Aldo Tenedini e sarà visitabile fino al 22 dicembre prossimo.

L’IMPORTANZA DELLA PROPAGANDA DURANTE LA GUERRA
La diffamazione e le campagne denigratorie erano parte importante dell’armamentario bellico. La guerra ha sempre bisogno di propaganda e la guerra del 1915-18 offrì un terreno fertile a questo bombardamento mediatico.
Il nemico viene spesso e volentieri dipinto come un mostro e ne ha a volte perfino le sembianze, che se la prende anche con le donne. Quale migliore tema per attizzare l’odio nei suoi confronti?
Gli stessi storici considerano la propaganda bellica come una causa dell’intensità della guerra. Era la prima volta che i media ne prendevano così parte in maniera predominante. Una piccola dimostrazione di come le masse venissero profondamente manipolate e dirette all’odio nei confronti del nemico, considerato il male assoluto.
La ripetizione ossessiva di alcuni messaggi fondamentali e di annunci terrorizzanti da una parte e l’esaltazione dell’eroismo dall’altra, fanno parte integrante di questa ‘ nuova arma’.
Le dinamiche della psicologia di massa messe per la prima volta in opera durante la guerra non si differenziano poi molto da quelle attuali in campo politico e militare. Lo scopo principale era volto soprattutto a far entrare, a fondo nelle menti, il volto del nemico. A fianco del film di propaganda, anche i manifesti hanno sicuramente avuto un ruolo importante a partire dal reclutamento dei soldati, come si può vedere in alcuni manifesti dell’esposizione, per comunicazioni importanti alla popolazione e non da ultimo per esortarli all’acquisto di titoli di guerra, diventati in molti casi poi carta straccia. Manifesti dove le immagini giocavano un ruolo preponderante nei confronti del testo . Le vere atrocità della guerra, della vita e morte nelle trincee non viene naturalmente minimamente raccontata ai civili . L’unico scopo è quello della propaganda che non ha nulla a che fare con la verità, tanto da poter affermare, che quest’ultima, sia stata la prima vittima della guerra.

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