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Aggredisce la moglie a colpi di martello. Scovato, viene arrestato dai Carabinieri.

Si nascondeva nell'appartamento di un amico a Carrara di Fano

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Le lenzuola annodate per tentare la fuga dall’appartamento di Carrara

FOSSOMBRONE – I Carabinieri della Stazione di Terre Roveresche e di Fossombrone, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e della Stazione di Fano, hanno sottoposto a fermo per tentato omicidio della coniuge L.S., 74enne, pensionato, con plurimi precedenti penali, originario di Serrungarina.

I fatti sono avvenuti martedì notte in un’abitazione del centro storico di Fossombrone. Al termine dell’ennesimo litigio, la moglie, 43enne di origini cubane, si era addormentata ed il marito l’aveva aggredita con un martello, colpendola ripetutamente alla testa ed al volto. La donna aveva avuto però la forza di reagire, riuscendo a bloccarlo ed a chiamare i soccorsi.

L’uomo era rimasto con lei fino all’arrivo dei soccorsi, ma subito dopo, forse perché si era reso conto della gravità del gesto, si era allontanato sottraendosi alle ricerche dei carabinieri prontamente intervenuti su richiesta del 118.

L’autoambulanza aveva trasportato l’infortunata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Urbino dove i sanitari locali le avevano riscontrato diverse fratture alla tempia ed alla mandibola, stilando una prognosi di trenta giorni e disponendo il ricovero nel nosocomio.

Il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Ubino, a poche ore dall’aggressione, aveva emesso un decreto di fermo dell’aggressore che si era reso irreperibile.

Dopo due giorni di ricerche, i Carabinieri della Compagnia di Fano hanno individuato il possibile nascondiglio del ricercato in un’abitazione di Carrara di Fano nella disponibilità di un amico stretto del ricercato.

L.S., forse resosi conto della presenza dei Carabinieri, ha tentato di fuggire dall’abitazione posta al primo piano, calandosi da una finestra annodando alcune lenzuola a mo’ di corda, ma è stato inseguito e bloccato dai militari che, dopo le formalità di rito, lo hanno associato presso la casa circondariale di Pesaro.

Il G.I.P. del Tribunale di Pesaro ha convalidato il fermo e gli ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. L’amico che lo ha nascosto è stato invece denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pesaro per favoreggiamento personale.

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