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Addio Prof. Berardi, amico del Giornale del Metauro

Per sei anni è stato curatore dell'apprezzata rubrica "Fanesi"

la morte del Prof. Albert BerardiFANO – Si è spento Alberto Berardi, figura di spicco della cultura del nostro territorio. Aveva 77 anni. Per sei anni ha curato l’apprezzata rubrica “Fanesi”: in ogni numero del Giornale del Metauro dedicava un testo ad un personaggio della storia e della cultura della città.

Nel 2012, in occasione del suo 70esimo compleanno, gli “rubammo” quello spazio proponendo ai lettori un fanese tra i fanesi: Alberto Berardi. Ve lo riproponiamo in suo ricordo:

BERARDI, IL PROFESSORE COL CAPPELLO
“Questa volta, in occasione del suo compleanno (9 dicembre), è la redazione del giornale a prendere in contropiede l’autore di questa rubrica “rubandogli” lo spazio che solitamente la sua penna dedica ad un fanese illustre e non, vivente e non.

Del resto come può Alberto Berardi non far parte a pieno titolo dei “Fanesi”? Lui che da sempre fa della “fanesitudine” uno dei suoi tratti distintivi e indelebili e che ha avuto e ha un ruolo di primo piano nella vita culturale della città, e non solo di quella.

Una figura che non passa inosservata nemmeno quando lo si vede camminare per le vie della città con la sua alta statura, il lungo cappotto e l’immancabile cappello dalle larghe tese, inconfondibile.

Una quercia che ha le sue solide radici nella cultura fanese a cominciare dalla sua famiglia in cui, oltre ai genitori ha un ruolo certamente importante la figura dello zio Guido, religioso, simile a lui per stazza, e uomo da uno spessore culturale più che eccellente.

Una quercia, Alberto Berardi, che attinge alla “fanesitudine” anche da suo padre Enzo, primo maestro della “Musica Arabita” e icona del carnevale Fanese. Eredità, quella del Carnevale, che coltiva con smisurata passione e amore. Questa manifestazione, la più antica d’Italia, lo ha portato ad impegnarsi in prima persona sia a livello locale che nazionale come Presidente della Federazione Italiana Carnevali.

Senza parlare poi delle sue numerose pubblicazioni editoriali molte delle quali hanno come tema proprio il Carnevale di Fano.

Non lo abbiamo conosciuto come docente di Italiano e Storia al “Battisti” o di Storia del Teatro all’Università di Urbino ma di certo pensiamo che gli faccia piacere sapere che anche grazie alle sue parole abbiamo saputo apprezzare e amare una figura fondamentale della letteratura italiana come Pirandello quando, ormai due decenni fa, tenne una bella lezione alle Magistrali “Carducci”.

Una quercia che ha le sue radici politiche liberali e repubblicane e che lo ha visto impegnato sia nella vita politica della città che come assessore alla cultura della provincia di Pesaro e Urbino.

Una quercia che con la sua solidità ed esperienza sa guardare e sostenere con energia le nuove generazioni. Il suo “entusiasmo sornione” e la sua disponibilità a proporre una rubrica dedicata ai suoi amati fanesi per questo giovane giornale ne è una chiara dimostrazione”.

Addio prof., fanese tra i fanesi!

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