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Ad Urbino la cerimonia in memoria del magistrato Paolo Cigliola

E' prevista la consegna ai famigliari del titolo di "cittadino emerito post mortem". Il magistrato è morto nel 2018 all'età di 52 anni.

paolo cigliola
Paolo Cigliola

URBINO – Giovedì 8 ottobre, alle 15, nel parco di Piazzale Roma, nel pressi del monumento a Raffaello Sanzio, si terrà la cerimonia di consegna alla famiglia del magistrato Paolo Cigliola del titolo di “Cittadino Emerito post mortem, conferito dal Consiglio Comunale di Urbino.

Interverranno il Sindaco Maurizio Gambini, il Presidente del Tribunale Massimo Di Patria, il Procuratore della Repubblica Andrea Boni, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Giuseppe Recupero e i familiari del magistrato scomparso prematuramente.

Subito dopo gli interventi in ricordo del giudice, nelle adiacenze del parco sarà scoperta la targa con l’intitolazione“Via Paolo Cigliola / Magistrato – Cittadino Emerito”.

La volontà tributare un riconoscimento al giudice scomparso nel 2018, all’età di 52 anni, è nata dalla Giunta Municipale ed è stata condivisa con il Presidente del Tribunale, il Procuratore, l’Ordine degli Avvocati e la famiglia del magistrato.

Unanime l’accoglienza positiva, nel 2019, anche da parte del Consiglio Comunale, che ne ha deliberato il conferimento del titolo di “Cittadino Emerito post mortem”.

La cerimonia si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 15 aprile, nel giorno del secondo anniversario dalla morte del magistrato.

Poi le vicende legate alla pandemia da Covid-19 hanno obbligato a rinviare il tutto. Ora è stato scelto uno svolgimento molto sobrio, all’aperto, proprio in osservanza delle norme di prevenzione per il contenimento della pandemia.

Paolo Cigliola aveva lavorato come giudice a Urbino per circa venti anni. Tutti ne ricordano il grande equilibrio, la competenza, l’impegno professionale e la profonda umanità.

Cigliola ebbe un ruolo fondamentale nella salvaguardia del Tribunale di Urbino nel periodo in cui la riforma nazionale che toccava una vasta rete di tribunali italiani e stava minacciando la permanenza e l’autonomia del Palazzo di Giustizia urbinate.

Nel gennaio del 2013 il magistrato depositò un’ordinanza con cui sollevava la questione di legittimità costituzionale, che la Consulta, il 4 luglio dello stesso anno, accolse, come unico caso a livello nazionale.

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