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9 ottobre, sesto sciopero per il clima di Fridays for Future

Nelle Marche iniziativa ad Ancona in piazza Ugo Bassi.

fridays for future fano 2ANCONA – Venerdì 9 ottobre, i ragazzi e le ragazze di “Fridays For Future – Ancona” invitano la cittadinanza al Sesto Sciopero per il Clima che si terrà in Piazza Ugo Bassi dalle 9 alle 12. Lo sciopero è previsto in concomitanza con circa altre 80 città italiane.

In questi mesi abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa significhi vivere in uno stato
emergenziale.

La pandemia ci ha dimostrato l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo; così come ha messo in luce l’incapacità di fronteggiare crisi sociosanitarie quando non vi è un coordinamento di tipo globale, ma anche la necessità di un ruolo attivo dello stato in casi di emergenza. Inoltre, mai come in questi ultimi mesi la classe dirigente si è appellata agli scienziati di tutto il mondo per poter gestire la crisi, pur nell’incertezza di un fenomeno poco conosciuto e compreso. Ci chiediamo allora perché, ad oggi, ancora troppo poco sia stato fatto e pianificato; nonostante siano state firmate dichiarazioni di emergenza climatica da molti Parlamenti e Governi (tra cui l’Italia), da molte Regioni italiane (tra cui le Marche) e da molte città (tra cui Ancona).

E anche nonostante l’ampio e solido riconoscimento da parte della comunità scientifica della gravità del continuo aumento delle emissioni in atmosfera di gas serra (in particolare CO2) e del conseguente innalzamento delle temperature terrestri.

Peggio ancora, con la scusa della crisi economica causata dalla pandemia, vi è il rischio che la
tutela ambientale e la riconversione ecologica vengano sacrificate sull’altare della ripresa.

Così come si è visto nel gioco al ribasso del Consiglio Europeo sul Next Generation EU rispetto alle proposte della Commissione, ma anche in varie parti del DL semplificazioni italiano di luglio.

In più, è di queste settimane il rapporto del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici
sugli impatti della crisi climatica nell’area del Mediterraneo: l’Italia, essendo un hot-spot (cioè un
punto caldo), si è già scaldata di più rispetto alla media globale e rischia di arrivare anche a 5°C in più prima di fine secolo.

L’obiettivo ONU è di restare sotto 1.5°C. Vogliamo quindi riportare il tema della crisi climatica al centro del dibattito pubblico, perché le misure per la ripresa sono l’occasione irripetibile per avviare velocemente una vera, equa e strutturale transizione ecologica.

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