URBINO – L’Associazione Urbino Salute interviene sullo stato “di salute” del pronto soccorso dell’ospedale della città. Tra le questioni sollevate quella dei medici gettonisti e la richiesta di una risposta certa da parte delle istituzioni.
“Pronto soccorso di Urbino: basta propaganda. La vera emergenza è l’assenza di una strategia
Le notizie che arrivano in queste ore sul futuro del Pronto soccorso dell’Ospedale di Urbino confermano ciò che Urbino Salute denuncia da tempo: l’emergenza non è mai realmente finita. Sono finiti, semmai, i proclami.
Da un lato – continua la nota – il Governo continua a navigare nell’incertezza sulla proroga dell’utilizzo dei cosiddetti medici gettonisti, una soluzione nata come misura eccezionale e diventata ormai ordinaria per sopperire alla carenza di personale.
Una strada che la nostra Associazione ha sempre contestato: i gettonisti non costruiscono un organico stabile, non garantiscono continuità assistenziale e, in alcuni casi, non rispondono ai requisiti di esperienza necessari per operare in un servizio ad altissima complessità come il Pronto soccorso.
Proroga dopo proroga, l’emergenza rischia di diventare una condizione permanente, mentre servono assunzioni e scelte politiche coraggiose, non rattoppi destinati a perpetuarsi.
Dall’altro lato, apprendiamo che Rony Helou, il medico annunciato come futuro direttore del Pronto soccorso, con grande enfasi mediatica da ancora prima dell’atto ufficiale dell’AST (già ad aprile ’26 denunciammo la scorrettezza metodologica), avrebbe rinunciato all’incarico, rendendo necessario lo scorrimento della graduatoria.
Una vicenda che conferma quanto sia ancora difficile rendere attrattivo un reparto fondamentale per l’intero territorio: gli altri medici strutturati quando arriveranno?
In questo quadro – aggiunge l’associazione – è ancora più grave il comportamento della dirigenza dell’AST Pesaro e Urbino.
Urbino Salute ha chiesto formalmente un incontro per conoscere la reale situazione dell’organico del Pronto soccorso, il numero dei medici in servizio, il ricorso ai gettonisti e il piano delle assunzioni.
A quella richiesta non hanno risposto né la Direzione dell’AST né il presidente del Comitato dei Sindaci dell’Area Vasta, nonché sindaco di Urbino. Un silenzio istituzionale inaccettabile verso cittadini e associazioni che chiedono soltanto trasparenza.
Colpisce inoltre che una città come Urbino, sede di un ospedale di riferimento per l’entroterra, continui a non avere un assessorato comunale con una delega specifica alla salute.
La sanità – conclude la nota – non può essere affrontata solo quando esplode un’emergenza o quando una notizia arriva sui giornali: richiede attenzione politica costante e un confronto continuo con il territorio.
La sanità pubblica si difende assumendo medici, valorizzando il personale e costruendo organici stabili, non prorogando all’infinito il ricorso ai gettonisti e non rifugiandosi nel silenzio istituzionale.
La domanda che oggi rivolgiamo alle istituzioni è semplice: il Pronto soccorso di Urbino è davvero uscito dall’emergenza o, al di là dei proclami dell’ultimo anno, non ne è mai uscito?”