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“Talè si dia da fare per rinviare il nuovo piano sanitario”

La provocazione di Carlo Ruggeri, presidente del Comitato Pro Ospedali pubblici Marche

carlo ruggeri comitato pro ospedali pubbliciFOSSOMBRONE – Carlo Ruggeri, presidente del Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche, ha l’ennesimo sassolinoi che vuole togliersi dalle scarpe.

OSPEDALI STRACOLMI

“Gli Ospedali di rete, Urbino e Fano in primis, sono strapieni, esplodono nel Pronto Soccorso, a Fano sempre più leggero, e nei reparti. Occorre riaprire i 13 Ospedali chiusi a fine 2015 dal Potere Regionale attuale, composto da PD,UDC e SOCIALISTI! Solo così si interromperà l’attuale caos.

Non deve essere realizzato nessuno Ospedale Unico Provinciale (che ora, viste le pressioni dei nostri Comitati contro la parola “Unico”, subdolamente il Potere Regionale chiama “Nuovo Ospedale”), debbono essere mantenuti e potenziati gli attuali Ospedali di Rete.

Occorre ripristinare perfettamente i funzionanti Punti di Primo Intervento con medici pubblici esperti  dedicato all’emergenza, nei 13 Ospedali da riaprire, per sgravare l’intasamento inaccettabile  degli Ospedali di Rete.

Debbono essere potenziati i sempre più gli  spenti ambulatori pubblici ed i reparti pubblici di diagnostica moderna nelle strutture chiuse nel 2015.

LA REGIONE CONTINUA A FARE “ORECCHIE DA MERCANTE”

Lo hanno, di fatto, chiesto nell’ultima Conferenza dei Sindaci ben 22 Sindaci della Provincia di Pesaro, su 23 presenti (uno astenuto, Gabicce) di visioni politiche eterogenee, con il concetto della pretesa di  riammissione dei letti di “acuzie” negli Ospedali Pubblici chiusi, riaprendoli di conseguenza.

Ma la Regione fa orecchie da mercante. Una decisione “politicamente esplosiva”, quella dei 22 Sindaci, generata dai bisogni loro urlati dalle popolazioni da troppo tempo non più soddisfatte e totalmente ignorate.

UN NUOVO PIANO SANITARIO APPROVATO A FINE MANDATO

A breve, nel silenzio generale di mesi, la Regione vuole imporre alle Marche un Piano Sanitario nuovo, pessimo ed emendato in peggio nel dare maggior potere alla Giunta Regionale, rispetto alla democrazia decisoria  dell’aula consiliare, che vedrà la spinta verso  uno dei più feroci baricentrismi sanitari regionali d’Italia, con la costruzione di costosissimi “Ospedali Nuovi” (non usano più furbescamente la parola “Unici”), la trasformazione degli Ospedali attuali in strutture sempre più prive di reparti complessi (Il Santa Croce di Fano ne è l’esempio e ne sarà il modello regionale) e con Pronto Soccorso limitati ai codici più bassi, la conferma della scellerata chiusura dei 13 Ospedali preziosissimi per la salute dei bacini di utenza di area e preziosi  per non intasare gli ospedali piu’ grossi, la illusione dei Pronto Soccorso in Strutture in zone disagiate  che non hanno ed avranno piu’ i primariati complessi, quindi Pronto Soccorso di facciata, e con personale incredibilmente ed irrazionalmente   intercambiabile con l’Ospedale maggiore,l’illusione di ambigue “fiammelle”  di soccorso indicate in modo nebuloso, negli Ospedali/Cronicari  di Comunita’, l’immissione degli infermieri mordi e fuggi( risucchiati dai gia’ sofferenti Ospedali dallo scarso personale medico/infermieristici?) nelle case che, in collaborazione del super oberato medico di famiglia, dovrebbero “risolvere i casi” in mancanza di un Ospedale di Prossimità arbitrariamente chiusi.

Sara’, QUINDI, il Piano Sanitario a prevalente responsabilita’ PD, la conferma di un disastro peggiorarivo della tragedia organizzativa in corso.

TALE’ SI ATTIVI PER RIMANDARE IL PIANO SANITARIO A DOPO LE ELEZIONI

Se vuole fare il bene anche delle Vallate del Cesano e del Metauro, oltre che dell’intera Regione Marche, invito il delegato alla Sanità consigliere Talè, che pubblicamente addirittura esalta non individuabili emendamenti migliorativi chiari e limpidi della bozza del Piano Sanitario, da noi da tempo duramente criticata con manifestazioni e comunicati, di rivedere la sua ingiustificabile posizione e, come esponente di una nuova espressione politica, Italia Viva, nell’ambito della maggioranza regionale, di attivarsi rapidamente affinché, questo orrendo Piano Sanitario, ancor più peggiorato nell’emendare, venga rimandato a dopo le elezioni regionali tra qualche mese, dopo averlo rielaborato in senso policentrico ospedaliero, con la riapertura dei 13 Ospedali chiusi ed il no ad “Ospedali Unici” o  “Nuovi Ospedali Pubblici” .

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