Il Metauro
notizie dalla valle del Metauro

Strada Flaminia chiusa a Sterpeti, le criticità del trasporto pubblico

Per far fronte ai lavori di manutenzione la strada Flaminia rimarrà chiusa all'altezza di Sterpeti per quasi due mesi. Il trasporto pubblico, già ridotto, sarà ancora più penalizzato

strada chiusa sterpetiMONTEFELCINO – La recente chiusura della strada Flaminia all’altezza di Sterpeti per il rifacimento di un viadotto comporta di fatto che la viabilità ordinaria sia stata deviata nella superstrada con uscite ed entrate tra gli svingoli di Tavernelle e Fossombrone est.

Un disagio non da poco per i residenti aggravato da una situazione generale dei trasporti pubblici molto carente.

“La situazione dei trasporti pubblici in provincia di Pesaro e Urbino – fanno notare dall’Associazione Ferrovia Valle Metauro – è stata certificata dal Sole 24ore (2024) per quello che concerne i posti/km offerti e dai dati ISTAT (2022) per ciò che riguarda la distanza dei comuni dalle stazioni ferroviarie.

Siamo alla 97^ posizione su 107 province, con 623 posti/km offerti rispetto una media nazionale di 4000 posti/km; e per quello riguarda la prossimità dei comuni dalle stazioni ferroviarie l’entroterra si colloca, su scala nazionale, nella minuscola fascia del 5%, quella che impiega tra il 45 ed i 60 minuti per raggiungerla.

Non se la cavano tanto meglio i comuni della bassa valle del Metauro che si collocano tra coloro che si trovano ad una distanza da una stazione ferroviaria fra 30 e 45 minuti. Infatti, escludendo la costa, che ha le stazioni di Pesaro, Fano e Marotta, il trasporto pubblico provinciale è basato solo su pullman che viaggiano su strada.

Ma avviene che anche nelle strade occorre fare manutenzione, a volte anche in modo importante. È il caso dell’interruzione della strada provinciale Flaminia 3 al km265 ricadente nel territorio di Montefelcino (località Sterpeti): dal 31 marzo scorso a causa dei lavori di consolidamento strutturale del ponte, che comporteranno l’intera demolizione della sovrastruttura stradale, è interrotta di fatto la circolazione a veicoli e pedoni per circa due mesi. Il percorso alternativo consigliato è la strada statale 73 bis (svincolo Fossombrone est-svincolo Serrungarina).

Per chi usa il trasporto pubblico – continua la nota dell’Associazione – per fare fronte all’interruzione è stata istituita una navetta che collega Sterpeti con Fossombrone dove sarà possibile riprendere il pullman per Fano che passerà poi per la Strada Statale 73bis. In sostanza un percorso calcolato di 35 minuti sarà effettuato in 55minuti circa.

Di fatto la navetta è garantita solo nelle fasce scolastiche per (6:30/08:00 e 13:00/15:00) quindi se qualcuno di Sterpeti, Ponte degli Alberi, Montefelcino dovesse necessitare del trasporto pubblico non in quei periodi non lo potrebbe utilizzare.

Sterpeti avrebbe una stazione ferroviaria della linea Fano-Urbino che, in questo periodo, sarebbe stata molto utile. Quando nel lontano 1987 c’erano i treni per raggiungere Fano ci si impiegava 32 minuti, Pesaro 45minuti, le corse erano effettuate anche i giorni festivi attualmente, invece, i giorni festivi non è espletato il servizio.

Le fasce orarie della navetta di Sterpeti e l’assenza di corse nei festivi, individuano il vero problema del trasporto pubblico provinciale: è organizzato solo in base al trasporto studentesco.

Il nostro traporto pubblico – continuano dall’Associazione – non cerca d’ intercettare gli altri utenti lavoratori, turisti, viaggiatori casuali, l’importante è non fare avere un servizio sotto la soglia scolastica altrimenti poi ci sarebbero troppe critiche e lamentele.

Si è assuefatti all’ idea che lo studente a 18 anni conseguirà la patente (presto anche a 17 anni), comprerà l’automobile e dei trasporti pubblici non ne avrà più bisogno.

Nei luoghi più progrediti e sviluppati, invece, si è cercato di incrementare il TPL rendendolo cadenzato e presente ovunque creando una sinergia tra tutti i mezzi di trasporto pubblici (pullman, treni, metropolitane, funivie) per portare i servizi di trasporto anche ai cittadini più distanti dai centri urbani.

Un sistema, dove la dorsale principale è la ferrovia con i treni veloci che hanno grandi capacità di trasporto persone e nelle stazioni confluiscono gli altri vettori pubblici, meno capienti ma più duttili a raggiungere le zone limitrofe e disagiate”.

altri articoli