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Scuola, rischio “classi pollaio” con i tagli dell’ufficio scolastico regionale

L'Assessore regionale Bravi scrive al Ministro Azzolina. Se da un lato il ministro chiede di ridurre il numero di studenti, gli uffici regionali tagliano il numero delle classi.

classi pollaioANCONA – L’assessore regionale Loretta Bravi ha scritto di nuovo al Ministro della Scuola Lucia Azzolina per chiedere di intervenire urgentemente sull’organizzazione scolastica nelle Marche.

Nella lettera si fa esplicito riferimento alla situazione nelle diverse province. Per la provincia di Pesaro e Urbino vengono sottolineate alcune criticità.

La richiesta al Ministro riguarda in particolare il Liceo Scientifico Statale Luciano Laurana di Urbino e l’intenzione di concedere soltanto 5 classi, anziché 6, scelta che comporterebbe una classe con ben 32 ragazzi, tra cui un portatore di handicap.

Il Liceo classico, della stessa città, che rischia di avere una prima con 33 alunni e dunque studenti da reindirizzare.

L’Istituto di Istruzione Superiore Polo 3 Tecnico Professionale di Fano, dove resta il problema dell’apertura della classe prima. Così come a Cagli, dove per il percorso di studi in Amministrazione Finanza e Marketing dell’Istituto “G. Celli” rischia di dover rinunciare alla classe prima, con l’indicazione di un possibile reindirizzamento degli studenti a Fossombrone.

La lettera pone l’accento anche sulla situazione dell’Istituto Superiore “Della Rovere” di Urbania, per il quale si paventa la predisposizione di classi articolate.

Infine rimane aperta la problematica delle classi troppo affollate del Liceo Scientifico e dell’Istituto Tecnico Economico Tecnologico di Pesaro, per cui il reindirizzamento dei ragazzi non può essere la risposta adeguata.

“Al Ministro – commenta l’assessore Bravi – ho fatto pervenire la completa disapprovazione della Regione Marche rispetto ai tagli annunciati dall’Ufficio Scolastico, che è un’articolazione periferica del Ministero.

Non è accettabile che proprio mentre si ragiona sulle regole per il distanziamento in aula e si tenta in ogni modo di evitare le classi pollaio, nelle Marche si adotti la logica opposta.

E’ incomprensibile capire perché, pur di tagliare delle classi, si provveda al trasferimento dei ragazzi ad altro istituto.

Ciò che da anni andiamo ripetendo è che non possono essere i soli numeri a decidere come debba essere la nostra scuola.

Da anni battagliamo per difendere i plessi e le autonomie nelle aree interne, nelle aree montane, nelle zone del sisma, per garantire la libertà di educazione e di scelta delle famiglie e dei ragazzi, che hanno il diritto di decidere il proprio percorso di studi senza che sia un algoritmo applicato in modo draconiano a condizionarli.

La Regione – conclude l’assessore Loretta Bravi – ha trovato le risorse e sta per uscire con importanti misure dedicate ai nidi pubblici non statali e ai centri estivi. Sono interventi che vanno in favore delle imprese educative e delle famiglie.

Vorremmo che questa difesa dei territori non si fermasse alla scuola dell’infanzia e alla primaria, ma proseguisse anche per gli istituti superiori. Chiediamo dunque al Ministro di condividere il nostro approccio e di non penalizzare l’offerta formativa marchigiana”.

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