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Ruggeri (Comitato Pro Ospedali): le due vie per la sanità locale

Rimettere giustamente tutto in discussione o continuare imperterriti per la strada intrapresa

carlo ruggeri comitatoFOSSOMBRONE – «Come supponevamo, non si ha notizia della nuova Conferenza dei Sindaci, richiesta a gran voce, nella seduta dell’11 Settembre, dal Sindaco di Pergola Francesco Baldelli, con definizione di intervallo specificato in 15 giorni, tempo da dare alla Regione per fornire dati su cui impostare una seria discussione tra Sindaci – è quanto afferma Carlo Ruggeri del Comitato Provinciale Ospedali Pubblici –  La proposta fu accettata, seduta stante, dal Presidente della Conferenza dei Sindaci Gambini. Ma, come al solito, tutto tace.

Eppure l’11 Settembre la protesta è stata corale, appassionata, urlata a gran voce, anche se, a quanto pare, e come al solito, non è servita a muovere nulla a riguardo delle scellerate decisioni del Potere Regionale (Partito Democratico, UDC e Socialisti).

Rimangono, quindi, ad oggi due prospettive: la prima, quella più sentita, umana e giusta, è quella che ha messo radicalmente in discussione, sin dai suoi primi annunci, la Riforma Sanitaria in atto, e tutti i provvedimenti tragicamente impositivi “post riforma” della Giunta Regionale Marche, denunciandone i danni enormi ed i rischi spaventosi, e che , da anni chiede i dati (mai forniti) per misurare l’entità delle conseguenze gravissime che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Gli attori di questa prospettiva – continua Ruggeri – di fatto, sono i 13 Sindaci del Patto di Piagge, le 30 Minoranze Consiliari della Provincia, ed i 4 Comitati sparsi nel territorio Provinciale.

La seconda prospettiva, invece, rischiosissima fino all’incoscienza, forse più della Riforma Sanitaria stessa, perché non ne mette affatto in discussione gli elementi fondamentali (ospedale unico che chiude tutti gli altri ed i Pronti Soccorso, taglio drammatico di 99 posti letto per acuti pubblici, con perdita degli Ospedali di Cagli,Fossombrone e Sassocorvaro e quella annunciata del Santa Croce di Fano con inevitabile privatizzazione dei Servizi che ne deriverebbe) ed attribuisce i problemi solo al fatto che non sarebbe stata ancora applicata, o magari non del tutto.

Gli attori di questa prospettiva sono i Sindaci di Partito e quelli sottomessi, gli inevitabili furboni pro domo loro, in aggiunta agli indifferenti od ignoranti (nel senso di non voler conoscere e di non volersi rendere conto), i Sindacati,  specie di Medici Ospedalieri, incredibilmente enfatizzanti, proprio in un momento da infognamento tragico come questo, l’applicazione della Medicina Territoriale con tanto di Ospedali di Comunità/Cronicari in mano a preoccupatissimi medici di famiglia e della prevenzione da sogno, ed esponenti sparsi  di Associazioni di volontariato. Tutti  tendenti al dannosissimo e dannatissimo  baricentrismo ospedaliero doc.

Notiamo attentamente – conclude Ruggeri – la enorme demarcazione tra le due prospettive, che pur sono “posizioni politiche” ben definite, la seconda delle quali, che deve essere ben additata, di fatto, pur nell’inutile ed ipocrita mugugno sulla stampa ed in assemblee, si adagia nella continuazione del disastro in atto dappertutto, proprio perché principalmente generato dalla chiusura di tre ospedali filtro di una importanza operativa fondamentale. Tali tre Ospedali sono, per noi, da riaprire immediatamente. Tanto per iniziare la svolta.

Attendiamo l’annuncio, a tempo scaduto, della nuova, e forse ancora inutile, Conferenza dei Sindaci, con i dati finalmente  forniti dalla Regione Marche, ma i dubbi che tutto ciò avvenga, peraltro senza abili  interferenze e soliti giochetti , ci avvolgono e ci perseguitano».

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