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“Raffaello in una stanza” alla Sala del Castellare

Dal 2 gennaio al 2 febbraio nella Sala del Castellare di Palazzo Ducale

raffaello sanzioURBINO – “Raffaello in una stanza” è una installazione artistica di di Elvis Spadoni, Andrew Rambler ed Emiliano Pascucci nella Sala del Castellare di Palazzo Ducale. Aperto dal 2 gennaio al 2 febbraio il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18. Dal 2 al 6 gennaio dalle 10 alle 18.

Nell’impossibilità di raccogliere in una mostra tutto Raffaello, si può raccogliere Raffaello in una stanza? Certamente!

Le installazioni tuttora in corso ne danno conferma: basti pensare a Raffaello. Una mostra impossibile nell’Aeroporto delle Marche, oppure a Raffaello 2020 al Museo della Permanente di Milano.

Esiste tuttavia una possibilità di accostarsi a Raffaello in maniera alternativa, lasciandosi “prendere” la mano dalle parole che Vasari ha destinato al grande Urbinate, condizionando la storia e le generazioni che da 500 anni si rapportano col mito di Raffaello.

Questi pensieri, che talvolta funzionano come “etichette” sulle doti e sull’abilità del pittore, ma soprattutto sul suo carattere, i modi e la cortesia preparano chi si trova nella Stanza ad entrare in empatia con Raffaello per partecipare al suo mondo, alle sue creazioni attraverso una sorta di oblò dal quale è difficile dire se siamo noi ad osservare Raffaello oppure il contrario, se cioè sia lui a vedere chi desidera entrare in confidenza con la sua arte e la sua arte di vivere.

Questa modalità non vuole essere immersiva, non è il caso di lasciarsi invadere da Raffaello, sarebbe inadatto al carattere del pittore e della sua pittura, ma preferisce stabilire una conoscenza vicendevole timida e graduale, fatta di dettagli e suggestioni, che permetterà alla fine di raggiungere un’empatia tale da portarci in un moto d’affetto ad abbracciare Raffaello.

Questo il concept che alimenta Raffaello in una stanza, da intendersi come invito proprio in apertura dell’anno 2020 a rapportarsi col suo mondo, coi suoi modi, ad appropriarsi in maniera gentile di quell’idea di Raffaello che è sì tanto diffusa, facilmente disponibile alla lettura, ma che siamo chiamati a vivere su di noi, concedendoci il lusso della lentezza ed interrompendo le corse ad ostacoli del quotidiano.

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