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Privatizzazione della sanità, è tutto oro quello che luccica?

sanita_privataSanità privata? La principale rassicurazione che viene fatta da parte della politica è che per il privato cittadino non cambi nulla, anzi vengono garantiti servizi che prima non lo erano più, vengono migliorate le prestazioni sanitarie, il ticket è lo stesso che si pagherebbe in una struttura pubblica se non addirittura più basso.

Allora perché non privatizzare tutta la sanità pubblica se questa è la convenienza? Il testo di Tiziana  Altea che riportiamo qui sotto racconta quanto sta accadendo in Lombardia ai lavoratori della sanità privata che lo scorso 18 giugno sono scesi in piazza per protestare.

Se è parlato alla festa del lavoro che si è svolta a Olgiate Molgora durante la Festa del CGIL di Lecco alla quale era presente anche il presidente nazionale Maurizio Landini.

“Tagli al budget e Marta, “ricercatrice di altissimo livello”, viene lasciata a casa dopo 12 anni di contratti di collaborazione. A Maria, al rientro dalla maternità, tocca firmare la rinuncia all’allattamento. Mario dovrebbe lavorare in un luogo di lavoro confacente alle sue condizioni di salute ma il medico competente lo mortifica suggerendogli di fare il contadino. Massimo viene minacciato dal suo coordinatore che non vuole si iscriva al sindacato, però lo stesso coordinatore obbligava allo sciopero in difesa delle proprie indennità. I nomi sono di fantasia ma le storie raccontate da Flavio Concil, delegato Rsu Fp Cgil all’Associazione La Nostra Famiglia di Lecco, sono vere e accadono quotidianamente nella sanità privata lombarda.

L’occasione è stata la Festa della CGIL Lecco “Diritti alla Festa”, a Olgiate Molgora, venerdì scorso 28 giugno, alla presenza di Maurizio Landini.

Concil spiega che la sanità privata convenzionata è quella “dove la mission è aiutare gli altri ma poi la proprietà se ne frega di chi aiuta”. È quella “dove ti vengono fatti contratti part-time a 12 ore subito aumentati a tempo determinato a 36 ore, facendoti firmare un accordo di esclusività, ricattandoti”. È quella “dove ti mandano a corsi di formazione nel fine settimana ma ti fanno firmare un foglio dove il richiedente sei tu, così non ti riconoscono la retribuzione. Dove ti viene detto ‘fuori c’è la coda’ quando rivendichi un diritto”. È quella “dove usano i contratti intermittenti per le figure educative, e chi se ne frega se i nostri bambini non hanno più punti di riferimento”. È quella “dove gli assistiti scappano, mettendo a rischio la loro vita perché non c’è abbastanza personale, ma l’azienda ne lamenta troppo. Certo, se calcoliamo che a ogni lavoratore spetterebbero 11.000 euro di arretrati (a essere buoni) è facile far quadrare i conti, sulle spalle di chi lavora” attacca il sindacalista, sostenendo anche che “tenere contenuti i costi del privato significa favorirlo rispetto al sistema sanitario nazionale”.
In Lombardia lo scorso 18 giugno c’è stato lo sciopero generale delle lavoratrici e lavoratori della sanità privata che in tutto il paese attendono, da oltre 12 anni, il rinnovo contrattuale”.

fonte: CGIL Lombardia 

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