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Montecopiolo e Sassofeltrio in Romagna, i comitati chiedono ad Acquaroli di non ostacolare il distacco

Dal 2007 i due comuni attendono di passare alla Romagna. Il percorso sarebbe stato ostacolato negli anni dalla Regione guidata dal Centrosinistra.

sassofeltrio_montecopioloMONTECOPIOLO –  Il “Comitato Montecopiolo e Sassofeltrio in Emilia Romagna” coglie il risultato delle elezioni amministrative regionali nelle Marche come una svolta importante nel panorama politico e nel governo regionale.

“Un rovesciamento degli equilibri politici che va sicuramente interpretato come una domanda di cambiamento. Un cambiamento che noi auspichiamo profondo, di qualità e soprattutto di competenza.

Abbiamo conosciuto direttamente – si legge nella nota – il retaggio autoritario e totalizzante del PD e dei suoi portaborse nei nostri confronti, nei confronti del nostro referendum e dei nostri diritti costituzionali.

La sconfitta di questi avversari è la sconfitta di un sistema politico impegnato a garantire sé stesso e le proprie clientele, piuttosto che i diritti e le aspirazioni dei cittadini. Criteri e metodi contrari allo sviluppo civile, sociale ed economico di una società moderna.

Nel 2007 i nostri comuni hanno sostenuto un referendum in base all’articolo 132 della Costituzione per il passaggio alla Regione Emilia Romagna, il cui risultato favorevole fu superiore all’80% (G.U. 158 del 2007).

Una richiesta partita da lontano. Nel dopoguerra. Riproposta nel 2007 con referendum e nel pieno rispetto delle regole. E solo per ragioni burocratiche ma non certo politiche, si è trovata in leggero ritardo sul percorso intrapreso dai Comuni della Valmarecchia (nostri fratelli) e che ha consentito solo a quest’ultimi di ricomporsi nel loro e nostro alveo storico naturale: la Romagna.

Pochi mesi di ritardo che hanno determinato per noi un grande isolamento e una certa debolezza politica, sulla quale si è scaricata la rivalsa del PD pesarese, ben inserito nel partito nazionale e fino all’altro ieri al comando della Regione Marche”.

Vengono ripercorse tutte le tappe  portano nel 2019 la Camera dei Deputati ad approvare il disegno di legge per il distacco dei due comuni dalle Marche. Occorreva la ratifica del Senato ma, secondo i sostenitori della secessione, l’ostruzionismo del PD regionale ha bloccato ed allungato l’iter di approvazione. In mezzo la caduta del primo Governo Conte e l’esplosione della pandemia del Covid-19.

In campagna elettorale – continua la nota – abbiamo ascoltato molti pareri alcuni dei quali poco convincenti, di chi affermava che il compito di risolvere la questione dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, dopo il voto della Camera, sia solo del Senato.

Se così fosse, resta da capire come sia riuscita l’Amministrazione Ceriscioli a ritardare e bloccare l’iter dopo il voto della Camera. E su questo aspetto alcune riflessioni vanno fatte circa l’imparzialità delle istituzioni, che in democrazia non possono diventare strumenti per la lotta politica.

In questi anni c’è chi si è servito del proprio ruolo istituzionale per portare avanti la lotta politica contro il nostro referendum.

Alla nuova Assemblea della Regione Marche noi chiediamo di non ostacolare l’iter sul quale prossimamente dovrà pronunciarsi il Senato.

Oggi ci sembra di respirare aria nuova e per questo chiediamo alla politica un salto di qualità, dove di fronte alla legge tutti i cittadini siano uguali.

Chiediamo che l’iter del nostro referendum e la volontà di unirci all’Emilia Romagna si concluda, come è avvenuto due anni fa per Sappada, con il passaggio dal Veneto al Friuli.

Nel corso di questa campagna elettorale abbiamo sentito lo schieramento di sinistra demonizzare il centro-destra cercando di spaventare gli elettori, dicendo che con la destra chissà cosa potrà succedere.

Noi crediamo che questa sia l’occasione per dimostrare che l’alternanza tra opposti schieramenti è possibile anche nel nostro Paese, e che la destra sa garantire i diritti più di quanto abbia saputo garantire la sinistra in questi 13 anni nei confronti di Montecopiolo e Sassofeltrio.

Per questo auguriamo buon lavoro al Presidente neo eletto Francesco Acquaroli, ai suoi collaboratori e a tutti i membri che costituiranno la nuova Assemblea Regionale della Regione Marche”.

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