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Longhi PD: «Migranti, ancora niente protocollo con la Prefettura»

questione immigrati a Cartoceto la posizione di Longhi del PDCARTOCETO – Questione migranti. Gianluca Longhi, coordinatore comunale del PD interviene sulla mancato avvio del protocollo d’intesa tra comune e prefettura per coinvolgere i migranti ospiti nella struttura di Cartoceto in lavori socialmente utili.

“Sono passati alcuni mesi da quando la Prefettura di Pesaro e Urbino ha disposto che un immobile nel Comune di Cartoceto accogliesse 24 richiedenti asilo.

Considerata la delicatezza della tematica e il clima di emergenza che gli stessi funzionari della Prefettura hanno dovuto gestire, il nostro Circolo non è mai intervenuto, soprattutto nell’attesa vana di un provvedimento amministrativo, importante nella gestione di questa situazione: la firma di un protocollo d’intesa tra il Comune di Cartoceto e la Prefettura di Pesaro e Urbino affinché questi ragazzi possano dedicarsi ai cosiddetti “lavori socialmente utili”. L’integrazione nel tessuto sociale passa anche attraverso queste opere, che hanno ricadute positive in tutto il territorio comunale e per la cittadinanza in generale.

A Cartoceto è presente un grande attivismo delle associazioni, atto ad un coinvolgimento nei lavori e ad uno scambio interculturale, ma amministrativamente tutto rimane fermo. Infatti l’iter che vede un coinvolgimento di questi ragazzi nei lavori socialmente utili, ad es. di pulizia della piazza di Cartoceto ed altri, così da non bighellonare inutilmente, ha inizio con la firma del suddetto protocollo d’intesa.

Il Comune di Mondolfo ad esempio ha proceduto già dallo scorso 6 Dicembre 2016 alla firma di tale atto, nonostante la temporaneità della presenza dei migranti. Considerando che tale fenomeno di immigrazione, e quindi di accoglienza, non cesserà nel breve periodo, reputiamo la stipula di tale atto importante.

Siamo assolutamente consapevoli delle numerose problematiche nelle politiche d’immigrazione e dei pareri critici di molti componenti della maggioranza consiliare, ma a livello comunale non si può, purtroppo, che prendere atto di questa situazione e, soprattutto, governarla al meglio e non subirla passivamente.

Le associazioni ed alcune cooperative sociali sono pronte a fare la loro parte, ma senza il protocollo d’intesa sono costrette a rimanere ferme”.

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