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La vita è bella… anche ai tempi del Coronavirus

La quotidianità di cui i più piccoli hanno tanto bisogno e che li rassicura così tanto, spazzata via improvvisamente

Il film “La vita è bella” diretto e interpretato da Roberto Benigni e vincitore di ben tre premi Oscar narra la straordinaria capacità di un padre di preservare il figlioletto dall’orrore dell’Olocausto, costruendo per lui un mondo immaginario del quale entrambi sono protagonisti: un gioco in cui è necessario affrontare prove durissime per vincere la ricompensa finale. Un po’ come il papà di Aleppo che inventa un gioco per la sua bambina per nasconderle l’orrore dei bombardamenti. Entrambi creano per i loro figli un mondo parallelo in cui rifugiarsi.

In questi giorni anche la nostra realtà è estremamente dura da sopportare, ci troviamo di fronte ad una pandemia che sta decimando il nostro Paese e le notizie che ci consegnano i telegiornali sono di ora in ora più angoscianti e ripetitive. La quotidianità di cui i più piccoli hanno tanto bisogno e che li rassicura così tanto, spazzata via improvvisamente. Tutti a casa, tutto il giorno, senza la possibilità di vedere i nostri amici, di abbracciare le persone care. Ed è in questo contesto che è nata l’idea di disegnare insieme ai più piccoli un arcobaleno colorato da appendere fuori dalle porte, nei balconi.

Nel giro di pochi giorni grazie al tam-tam della rete le città e i nostri piccoli paesi si sono cominciati a riempire di striscioni e di disegni di arcobaleni di tutti i colori in cui risaltava la scritta “andrà tutto bene”. In concomitanza con l’apparire degli arcobaleni sono cominciati a circolare sulle chat di whatsapp pareri discordanti di genitori che si dissociavano dall’iniziativa giudicandola angosciante, sbagliata, dannosa. Anche in rete è apparso un articolo nel quale uno psicoterapeuta criticava aspramente l’iniziativa dicendo che è sbagliato riempire i bambini di angoscia facendo loro disegnare un arcobaleno colorato con la scritta “andrà tutto bene” e che è invece consigliabile dare loro poche e semplici informazioni.

Altrettanto sbagliato secondo altri genitori sarebbe mentire ai bambini. Fermo restando che non si capisce come lo psicologo in questione abbia capito quante e quali informazioni abbiano dato i genitori colpevoli di aver istigato al disegno dell’arcobaleno colorato i propri figli, ora un’altra domanda balena nella mia mente: “Babbo Natale esiste forse?” E le fate? E i draghi? E gli unicorni? Nessuno di loro esiste.

Il pedagogista Daniele Novara ha parlato più volte nei suoi interventi dell’importanza del pensiero magico nei più piccoli, un espediente per adattarsi ad un mondo spesso troppo diverso, troppo grande o troppo incomprensibile per loro. L’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus Covid-19 è qualcosa di troppo grande per un bambino che durante tutto l’arco della giornata non sente parlare d’altro, vede persone con le mascherine e i guanti addosso, respira l’angoscia e le paure che inevitabilmente questo difficile momento storico porta con sé. Dipingere un arcobaleno colorato insieme e scrivere “Andrà tutto bene” non significa mentire loro ma coltivare insieme il seme della speranza.

E’ vero non sappiamo se andrà tutto bene e molto probabilmente se le cose fossero andate bene il virus non sarebbe mai dovuto esistere ma esiste e dobbiamo farci carico di questo fardello troppo pesante da sopportare per un bambino, spiegando con poche parole semplici la situazione senza mai smettere di sperare e di creare un mondo a misura di bambino in cui i più piccoli possano rifugiarsi perché siamo noi adulti a dover essere il loro porto sicuro, siamo noi a doverci fare carico delle loro paure, delle loro insicurezze, a doverli rassicurare anche se dentro di noi ci sentiamo fragili, noi adulti.

Secondo la filosofia buddista i pensieri negativi sono come i semi di un’erba cattiva che se non si estirpa subito tende a infestare tutto il terreno, a moltiplicarsi. Non lasciamo che i pensieri negativi si moltiplichino o che le profezie negative si auto avverino. Costruiamo un mondo magico fatto di arcobaleni e di unicorni per i più piccoli, un mondo dove andrà tutto bene perchè gli adulti siamo noi, siamo noi ad avere delle risorse emotive tali da essere in grado di fronteggiare anche i momenti più difficili.

“Io pensavo che la vita fuori era bella, e sarebbe ancora stata bella, e sarebbe stato veramente un peccato lasciarsi sommergere adesso” scriveva Primo Levi in “Se questo è un uomo” e fu questa frase che decretò il titolo del film di Benigni.

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