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Giurisprudenza di Urbino, tra le 22 università in gara a Milano per la VI competizione italiana di mediazione

giurisprudenza facoltà gara mediazioneURBINO – Anche quest’anno, dopo la positiva esperienza della scorsa edizione, la squadra di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, guidata dai coach  Alberto Campagna e Giovanni Corsini  nell’ambito del Laboratorio di Diritto Vivente organizzato dalla Prof. Elisabetta Righini e dalla Prof. Silvia Cecchini (docenti di Diritto commerciale e di Diritto dell’Economia dell’Ateneo), con il  supporto di Novella Iezzi (dottoranda di ricerca) partecipa dal 22 al 24 febbraio alla Sesta Edizione della CIM. La Competizione Italiana di Mediazione, gara tra studenti di università italiane sul tema della mediazione, è organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano in collaborazione con l’Università Statale di Milano.

La competizione è riservata agli studenti iscritti a corsi di laurea di 1° o 2° livello al momento dell’iscrizione della squadra alla CIM. Le squadre sono chiamate a sfidarsi in una serie di mediazioni simulate, con lo scopo di dimostrare le capacità dei propri rappresentanti di negoziare le controversie in modo cooperativo ed efficace. Gli incontri si svolgono davanti a mediatori professionisti esperti.

Quest’anno la rosa delle squadre partecipanti si è ulteriormente ampliata, comprendendo ben 22 atenei: oltre ad Urbino,  Bari, Bergamo, Bicocca (Milano), Bocconi (Milano), Camerino, Cattolica (sede di Piacenza), Firenze, Genova, LUISS (Roma), LUM Jean Monnet (Bari – Casamassima), Milano Statale (organizzatore), Parma, Pavia, Pegaso (Università Telematica), Sassari, Siena, Torino, Salento (Lecce), Ferrara (sede di Rovigo), Piemonte Orientale (sede di Alessandria) e Verona.

La decisione della squadra di Urbino, composta da Nicolò Barbalich, Filippo Ceccarelli, Alex Di Pierno, Ludovica Longhi, Iacopo Santi e Francesca Todaro, di presentarsi nuovamente alla Competizione, dopo la positiva esperienza dello scorso anno (dove, pur non essendosi piazzato nei primi posti, il team Urbinate aveva comunque riportato lusinghieri risultati), nasce dal riconoscimento dell’importanza di iniziative di questo genere, che consentono agli studenti di imparare a lavorare in gruppo in maniera utile per il futuro lavoro o carriera, rafforzando la loro assertività e approfittando di un’esperienza di crescita culturale e generale. Infatti i ragazzi hanno l’occasione di un primo approccio con aspetti, anche etici, della professione e di scambio e relazione con studenti di altre università,  potendo così mettersi alla prova,  valutando la capacità e preparazione propria e dei colleghi.  Questa esperienza consente inoltre agli studenti, nel prepararsi per la Competizione, di affrontare e superare alcuni ostacoli che potrebbero poi condizionare negativamente la loro attività professionale, come  la timidezza e la scarsa abitudine alle esercitazioni pratiche, a gestire la conflittualità e a parlare in pubblico.

Per l’università inoltre  è utile partecipare a questo tipo di iniziative per far crescere i rapporti con le istituzioni e tra Università, fare networking, offrire un’opportunità di confronto con il mondo del lavoro e di esperienza al di fuori dell’aula didattica ai propri studenti.

L’Italia sui temi della preparazione studentesca  alla mediazione rispetto all’estero si pone purtroppo in posizione ancora arretrata, in quanto la cultura della mediazione e della conciliazione, e in generale il ricorso a mezzi alternativi di risoluzione delle controversie, non sono sufficientemente diffusi, come dimostra l’elevato carico di pendenze presso la giustizia ordinaria nel nostro Paese. Tuttavia, proprio per questa ragione è importante intraprendere un processo di formazione e sensibilizzazione dei futuri operatori già durante gli studi universitari, ed  elementi come la preparazione giuridica, la capacità oratoria, la flessibilità e l’empatia possono rappresentare punti di forza degli studenti universitari Italiani su questi temi.

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