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Fossombrone piange Attilio Paci, storico fotografo della città

Il ricordo del professionista scomparso a 77 anni nelle parole dell'amico Renzo Savelli

attilio paci
Attilio Paci in occasione del gemellaggio tra Fossombrone e la cittadina francese di Entraigues sur la Sourge

FOSSOMBRONE – “Paci Attilio, il fotografo di qualità, il forsempronese verace, l’amico di tutti, il compagno convinto se n’è andato per sempre all’età di 77 anni e mezzo.

Di una persona versatile e ricca di ingegno e di umanità ognuno ricorderà la parte che più di lui lo ha colpito. Io lo conosco posso dire da sempre e così sinteticamente lo ricordo.

Attilio nasce nella casa di Orlando Paci e di Patrina Savelli nel 1942 e porta il nome del nonno Attilio che, emigrato in Francia, là aveva imparato il mestiere di fotografo e l’aveva trasmesso al figlio.

Non a caso pochi anni fa Attilio ha ritrovato nelle Basses Alpes il villaggio dove era emigrato il nonno e dove era nato suo padre Orlando (1910-1990). Fu una forte emozione. Solo il cimitero, anche se molte lapidi erano semi sepolte dai rovi, ricordava che era stato a suo tempo capoluogo di comune pieno di gente e di vita ed oggi semplice frazione quasi completamente abbandonata.

A 14 anni Attilio frequentò in Ascoli Piceno la scuola professionale di fotografia. Ricordava volentieri tale sua esperienza e, scherzoso com’era, gli piaceva ricordare alcuni episodi resi più gradevoli da frasi dialettali ascolane.

La fotografia non è stata solo un lavoro, ma una passione che col tempo ha affinato sempre di più, non solo per le foto delle solite occasioni (matrimoni, battesimi, cresime, comunioni, iniziative ufficiali ecc…), ma anche per il suo piacere personale. Quando percorreva unaa strada si fermava a ritrarre un’abbazia, un antico ponte, una quercia secolare, uno scorcio panoramico.

Col tempo apprezzò in maniera crescente il lavoro fotografico del padre Orlando, al quale dedicò parecchie mostre a Fossombrone e altrove, anche ad Entraigues, ovunque accolte dal successo.

Ricordo con quale amore cercava il punto di vista originale, diverso, poetico con il quale illustrare alcuni aspetti della sua amata Fossombrone, di cui ha sempre seguito con attenzione le vicende politico- amministrative.

Attilio era un compagno, prima nel PCI e poi nel PDS, di cui ha seguito le varie trasformazioni. In politica sapeva essere un polemista dalla battuta pronta e tagliente e dalla memoria lunga.

Attilio era l’amico carissimo, la persona gentile, scherzosa, che sapeva vedere il lato scherzoso anche nelle situazioni più difficili e dure, come la lunga malattia che lo ha portato via e della quale diceva che “con lei aveva imparato a soffrire”.

Attilio era una persona di cultura, amante dell’arte e degli oggetti del lavoro. Frequentava con piacere le fiere antiquarie non solo o tanto per comprare, ma anche per vedere e capire la grande creatività accumulatasi nei secoli.

Attilio credeva al gemellaggio con Entraigues, dove si è recato più volte, ed aveva stretto rapporti cordialissimi con gli amici francesi, specialmente con Jean-Luc Barcelli.

Attilio si era sposato 50 anni fa con Franca, dalla quale ha avuto due figli, Ivan, stimato insegnante di ruolo, e Carlo, che segue con passione la strada della fotografia iniziata dal bisnonno quasi un secolo fa.

Una cosa alla quale Attilio teneva gli è purtroppo rimasta incompiuta: la pubblicazione di un libro dedicato alle opere del padre Orlando. Due fotografi di valore, due persone di valore.

Ciao Attilio. Ci mancheranno il tuo sorriso, le tue battute fulminanti, la tua intelligenza, la tua passione per la politica e per la vita”.

Renzo Savelli

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