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Fano dei Cesari: se solo Fano cominciasse a guardare alla sua Valle e non solo a Pesaro!

La nostra proposta di un progetto complessivo di valorizzazione della Romanità che dal mare percorra la Valle del Metauro

cesari fanoFANO – E’ di qualche giorno la mozione presentata da alcuni gruppi di minoranza circa la richiesta di ripristino della Fano dei Cesari, la rievocazione per eccellenza che esalta la romanità.

Anche se l’effetto nostalgico ha finito per mitizzare una manifestazione oltre le sue reali potenzialità, va certamente riconosciuto che la spettacolarità della corsa delle bighe nel circuito attorno al Pincio, le sfilate in costume per le vie della città, le feste romane a tema che hanno coinvolto centinaia di giovani e non (con qualche problema alla sicurezza pubblica per qualche sbornia di troppo degenerata nel parco delle terme di Carignano) hanno rappresentato quella “festa dei quartieri” che Fano in fondo non ha mai avuto e che, nel segno della romanità di Fanum Fortunae, aveva trovato in questa manifestazione un minimo comune denominatore che univa la città ei suoi quartieri.

Negli anni, la festa è stata abbandonata perché costava troppo con dibattiti infiniti delle tre fazioni: i sostenitori, i contrari e gli astenuti perché anche l’astensione è un diritto. Ora i consiglieri di minoranza di centrodestra, memori dei fasti degli anni in cui fu imperatore Cesare Aguzzi, ci riprovano e vanno all’attacco: la Fano dei Cesari s’ha da rifare. “Se il comune trova 120mila euro per la tappa della Tirreno-Adriatico – dicono – deve trovare anche i soldi per riproporre la Fano dei Cesari”.

Nella mozione presentata in consiglio comunale c’è un passaggio interessante che vogliamo far notare ai fanesi sbadati, amministratori e cittadini. Si parla infatti del coinvolgimento dei sindaci dell’entroterra per “realizzare una Fano dei Cesari allargata anche a tutte le città sul Metauro”.

Fano rappresenta lo sbocco al mare di un fiume, il Metauro che è stato teatro nel 207 a.c. di una delle battaglie più importanti della storia: la Battaglia del Metauro appunto, in cui gli eserciti romani hanno sconfitto i Cartaginesi. Da qualche anno, il comune di Monfelcino (che rivendica nella piana di Ponte degli Alberi il luogo dove si sarebbe svolto lo scontro) prova a riproporre la rievocazione di questa battaglia con esiti eccellenti ma lottare, è il caso di dirlo, con la carenza di risorse.

Ecco quindi la proposta: sedersi attorno ad un tavolo, questa volta sì gli amministratori di Fano con quelli della vallata, per proporre un progetto complessivo di valorizzazione della romanità di un territorio così ricco in cui insistono già musei sulla romanità, una arteria romana: la via Flaminia, parchi archeologici importanti come Forum Sempronii.

Unendo le forze, organizzative, amministrative ed economiche, potrebbero essere quindi calendarizzati anche gli eventi sulla romanità dalla Fano dei Cesari alla Battaglia del Metauro, magari alternandoli, coinvolgendo un intero territorio e valorizzando una valle che Fano, in fondo, ha snobbato per troppo tempo, rendendosi conto, con troppo ritardo, che il mare e l’ombrellone non sono più sufficienti al turista del XXI secolo.

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