CARTOCETO – Abbiamo posto dieci domande più una ai candidati a sindaco alle prossime elezionei comunali del 24 e 25 maggio 2026. Queste le risposte di Simone Berluti della Lista “Cartoceto Punto a capo – Berluti Sindaco”.
1. VISIONE E DISCONTINUITA’
Cartoceto si appresta a chiudere un lungo ciclo amministrativo. Lei si presenta come candidato a sindaco in un momento in cui la comunità è attraversata da vari fermenti come la presenza di comitati cittadini attivi. Qual è, concretamente, la sua visione per i prossimi cinque anni? E in che cosa il suo programma rappresenta una discontinuità – o una continuità consapevole – rispetto a ciò che è stato fatto finora?
La visione che abbiamo per Cartoceto è quella di un Comune che torni ad ascoltare i cittadini prima di decidere e che realizzi cambiamenti di ampio respiro, sui quali noi o chi verrà dopo di noi possa continuare a costruire. Oggi molti cittadini hanno la sensazione di subire le decisioni amministrative invece di sentirsi parte attiva della comunità. La nascita di diversi comitati civici su temi importanti è il segnale più evidente di questa distanza, ed è proprio da qui che vogliamo ripartire.
Il principale elemento di discontinuità del nostro programma è il metodo. Proponiamo l’istituzione di una Consulta territoriale stabile e di tavoli permanenti dedicati a giovani, associazioni, imprese e professionisti. Vogliamo un’amministrazione presente, accessibile e capace di confrontarsi con continuità e trasparenza con la comunità.
Allo stesso tempo non crediamo nella politica della demolizione ideologica: ribaltare tutto ogni cinque anni non aiuta nessuno. Quello che di utile è stato fatto dalle precedenti amministrazioni verrà valorizzato. Ma vogliamo cambiare rotta su temi fondamentali come efficienza dei servizi, sicurezza, capacità di ascolto e visione per il futuro.
Nei prossimi cinque anni vogliamo lavorare sulla qualità della vita, sulla sicurezza delle frazioni, sul sostegno alle famiglie e sulla tutela del territorio. Vogliamo un Comune più unito, più rapido nelle risposte e di cui i cittadini possano tornare a fidarsi
2. SICUREZZA E DISAGIO GIOVANILE A LUCREZIA
Nel gennaio 2022 Lucrezia fu protagonista di un fatto di cronaca che destò scalpore: tre giovanissimi, tra i 10 e i 12 anni, distrussero con crick e martelletti tre autobus, uno scuolabus comunale e altre due auto, causando danni per decine di migliaia di euro. Episodi di vandalismo e comportamenti devianti da parte di minori sembrano un fenomeno che la frazione più popolosa del Comune fa fatica a scrollarsi di dosso. Cosa intende fare concretamente la sua amministrazione per affrontare il disagio giovanile e restituire ai cittadini di Lucrezia una percezione di sicurezza e vivibilità?
L’episodio di cui si parla è stato disdicevole, ma non credo rappresenti il sintomo di un disagio diffuso nel nostro Comune. Fortunatamente fatti di questo tipo non sono la normalità a Lucrezia né nel resto del territorio.
La sicurezza, però, è un punto centrale del nostro programma e passa attraverso la creazione di occasioni sane di aggregazione per i ragazzi. Per questo vogliamo riattivare gli spazi dedicati ai giovani, sostenere le attività sportive, culturali e associative e favorire una collaborazione stabile tra Comune, famiglie, scuola e volontariato.
Pensiamo inoltre a una maggiore presenza educativa sul territorio e a iniziative che aiutino i giovani a sentirsi parte attiva della comunità, evitando che si creino situazioni di isolamento o disinteresse verso gli spazi pubblici.
Accanto a questo servono interventi concreti sulla sicurezza nelle aree dove esistono criticità reali: potenziamento della videosorveglianza, miglioramento dell’illuminazione pubblica e maggiore coordinamento tra polizia locale e forze dell’ordine.
Lucrezia è una realtà fondamentale per il nostro Comune e i cittadini hanno diritto a vivere serenamente i propri quartieri. Il nostro obiettivo è affrontare i problemi in modo concreto e responsabile, senza creare allarmismi ma senza nemmeno ignorare le preoccupazioni delle persone.
3. LA BIBLIOTECA DI LUCREZIA: UN SERVIZIO CULTURALE E SOCIALE NEGATO DA TROPPI ANNI
La sede distaccata della biblioteca comunale “Afra Ciscato” a Lucrezia – aperta negli anni ’80 proprio per rispondere alla crescita demografica della frazione – è oggi chiusa, con il patrimonio librario confluito interamente nella sede principale di Cartoceto. Da anni i cittadini di Lucrezia sono dunque privi di un presidio culturale di prossimità. Una biblioteca non è soltanto un luogo dove prendere libri in prestito: è uno spazio pubblico di incontro, studio, attività didattiche e coesione sociale, la cui assenza – in un contesto in cui emergono segnali di disagio giovanile e microcriminalità – pesa sulla qualità della vita dell’intera comunità. Intende riaprire la biblioteca di Lucrezia? Con quali risorse, in quali spazi e in quali tempi?
Una biblioteca è prima di tutto un presidio sociale, educativo e civile. Per questo riteniamo che una realtà popolosa come Lucrezia, sede di quattro plessi scolastici, non possa restare priva di uno spazio culturale di questo tipo.
Per capire quanto questo bisogno sia sentito basta ricordare che, negli anni, ci sono state almeno due iniziative di creazione di una biblioteca civica, nate spontaneamente e accolte con molto entusiasmo, che purtroppo non si sono concretizzate in uno spazio fruibile anche per la mancanza di un adeguato supporto istituzionale.
La nostra intenzione è proprio quella di sostenere queste energie positive e lavorare insieme ai cittadini per riattivare uno spazio culturale polifunzionale che includa anche una biblioteca, valutando l’utilizzo di strutture comunali già esistenti per contenere i costi e rendere il progetto sostenibile.
Pensiamo a uno spazio vivo, con attività rivolte a bambini, studenti, famiglie e anziani: letture, laboratori, supporto allo studio e iniziative culturali.
Cercheremo risorse attraverso bandi regionali e nazionali dedicati alla cultura e alla rigenerazione degli spazi pubblici, coinvolgendo associazioni, volontariato e cittadini di buona volontà.
Investire nella cultura significa investire nella qualità della vita, nella coesione sociale e nella prevenzione del disagio
4. I DUE COMITATI CITTADINI E IL DIRITTO ALLA SALUTE
Negli ultimi anni sono sorti nel territorio comunale almeno tre comitati cittadini su temi ambientali, sanitari e della sicurezza di grande rilevanza. Il primo, “Comitato Ex-Sicap Salute e buon governo”, è nato contro il progetto di insediare un’azienda insalubre nello stabilimento ex-Sicap. Il secondo, il comitato “Via Cerquelle”, si è formato in opposizione a una variante urbanistica approvata dal Comune di Colli al Metauro che prevede la costruzione di un capannone industriale di 30.000 metri quadrati, classificato come attività insalubre, al confine con i quartieri residenziali di Lucrezia e a soli 170 metri dall’asilo nido comunale “Piccolo Principe”. Qual è la sua posizione netta sulle due questioni?
Il sindaco è responsabile della salute dei suoi cittadini.
Per quanto riguarda l’area ex-Sicap, crediamo che qualsiasi progetto debba garantire piena trasparenza e massima attenzione agli impatti ambientali e sanitari. Le preoccupazioni dei cittadini meritano rispetto e approfondimenti seri.
Allo stesso modo riteniamo che il progetto previsto in via Cerquelle sollevi questioni molto delicate, soprattutto per la vicinanza ad aree residenziali e a servizi frequentati da bambini. Situazioni di questo tipo richiedono prudenza, ascolto e un confronto istituzionale forte con gli enti coinvolti.
Il punto centrale è che i cittadini non devono sentirsi soli davanti a decisioni che incidono direttamente sulla loro salute e sulla vivibilità dei quartieri. Un’amministrazione deve stare dalla parte della trasparenza e della partecipazione.
Il nostro impegno sarà quello di mantenere un dialogo costante con i comitati e pretendere che ogni scelta venga valutata con il massimo rigore tecnico e ambientale
5. VIABILITA’ E SICUREZZA STRADALE A LUCREZIA
Un comitato di residenti di via Borgognina ha raccolto 150 firme per denunciare la pericolosità di un anello stradale di circa mille metri nella zona a sud della superstrada, caratterizzato da traffico pesante legato alla zona artigianale e da raduni notturni non autorizzati di auto e moto, segnalando il problema persino alla Prefettura. La richiesta è quella di una rotatoria o di altri interventi strutturali, non di semplice segnaletica. Come risponde a questa istanza? E più in generale, quale piano ha per la sicurezza stradale nelle aree più trafficate del Comune?
Quando i cittadini arrivano a raccogliere firme e coinvolgere la Prefettura per me significano due cose: primo, che sono esasperati e secondo che l’attuale amministrazione non è stata in grado di ascoltarli.
È evidente che la zona artigianale e le aree vicine alla superstrada richiedano maggiore attenzione, sia per il traffico pesante sia per i fenomeni di disturbo notturno ma servono valutazioni tecniche della viabilità della zona per capire quali opere possano essere realmente efficaci in quell’area: rotatorie? Dissuasori? Modifiche alla circolazione?
Quell’area di Borgognina oltre ad essere abitata è anche sede di un ristorante e di uno sgambatoio per cani, ed è quindi molto trafficata anche in ore serali. È un problema di sicurezza, oltre che di disturbo e il problema a mio avviso si deve affrontare partendo dall’ascolto dei residenti e dal confronto con tecnici e autorità competenti.
Più in generale intendiamo investire nella sicurezza pedonale, nel miglioramento dell’illuminazione pubblica e in un piano organico sulla mobilità e sulla manutenzione stradale.
La sicurezza è un tema vasto che coinvolge tutte le aree dove cittadini e famiglie chiedono di poter vivere con tranquillità
6. IL CAPOLUOGO DI CARTOCETO: UN CENTRO STORICO DA NON ABBANDONARE
Il capoluogo Cartoceto negli anni ha perso residenti e servizi, riducendosi a un centro sempre più spopolato, con pochissimi esercizi commerciali e una presenza istituzionale che i cittadini percepiscono come distante. La recente riapertura della farmacia è stata accolta positivamente, ma non basta. Quali misure concrete intende adottare per invertire il declino del capoluogo, valorizzarne l’identità storica e culturale – anche in chiave turistica, considerata la rinomata produzione di olio DOP – e garantirne la sopravvivenza come cuore identitario del Comune?
Cartoceto capoluogo deve tornare a essere un centro vivo, abitato e frequentato.
Negli anni il rischio di spopolamento è cresciuto e molti servizi sono venuti meno. La riapertura della farmacia in centro è stata importante, ma è un intervento il cui impatto rimarrà circoscritto se gli ambulatori medici rimangono lontani da essa.
Noi vogliamo valorizzare il centro storico attraverso una strategia che unisca turismo interno, cultura, qualità urbana e sostegno alle attività locali. Cartoceto ha un patrimonio straordinario legato alla sua identità storica e all’olio DOP, che deve diventare un motore di attrattività per tutto l’anno.
Pensiamo a una maggiore promozione turistica attraverso la rete con gli altri comuni, a iniziative culturali diffuse, al sostegno delle piccole attività commerciali e al censimento e alla valorizzazione degli immobili inutilizzati.
Un primo impegno sarà lo spostamento degli ambulatori medici vicino alla farmacia.
Ma soprattutto vogliamo riportare servizi e presenza istituzionale. Un centro storico vive se le persone lo abitano, lo frequentano e lo sentono parte della propria quotidianità.
7. I SERVIZI COMUNALI: PERSONALE, EFFICIENZA E PROSSIMITA’
Il comitato “L’Urlo di Cartoceto” ha denunciato che negli anni il personale degli uffici comunali è stato più che dimezzato, con ricadute tangibili su settori essenziali come l’ufficio urbanistica, l’edilizia privata, l’anagrafe e i servizi sociali. I cittadini faticano a ottenere risposte in tempi ragionevoli. Avere spazi pubblici belli e recuperati è importante, ma non può compensare la mancanza di servizi di base funzionanti. Come intende affrontare il tema della dotazione organica del Comune e dell’efficienza degli uffici? Ha una proposta concreta sul potenziamento del personale e sulla riduzione delle liste d’attesa per i servizi al cittadino?
Il tema dell’organizzazione degli uffici è per noi una priorità amministrativa, perché un Comune funziona davvero quando i cittadini riescono ad avere risposte rapide, chiare ed efficienti. Se gli uffici sono sotto organico, i problemi ricadono inevitabilmente sulle persone.
Negli ultimi anni il personale comunale si è ridotto drasticamente, passando da 46 a 23 dipendenti, di cui 3 part-time. Una situazione che ha creato difficoltà evidenti in diversi settori e aumentato i tempi di risposta per cittadini, famiglie e imprese.
Il nostro obiettivo è rafforzare gradualmente la struttura comunale, compatibilmente con le possibilità di bilancio e con i vincoli normativi, investendo soprattutto nei servizi che hanno un rapporto diretto con il pubblico, come anagrafe, edilizia privata, urbanistica e servizi sociali.
Vogliamo inoltre migliorare l’organizzazione interna degli uffici, semplificare le procedure e potenziare la digitalizzazione, senza però dimenticare chi ha bisogno di un rapporto umano e diretto con la pubblica amministrazione.
Un Comune vicino alle persone passa anche dalla capacità di rispondere bene e in tempi ragionevoli ai bisogni quotidiani della comunità.
8. GIOVANI, SPOPOLAMENTO E FUTURO DEL TERRITORIO
Il Comune di Cartoceto conta poco meno di 8.000 abitanti e – come buona parte dei Comuni delle Marche interne – deve confrontarsi con una struttura demografica che invecchia e con la difficoltà di trattenere le giovani generazioni. La frazione di Lucrezia rappresenta il vero motore demografico ed economico del territorio, ma il capoluogo e le altre frazioni rischiano una progressiva marginalizzazione. Quali politiche intende mettere in campo per rendere Cartoceto attrattivo per chi è giovane e per chi vorrebbe insediarsi nel territorio? Pensa a misure abitative, lavorative, culturali o di welfare specifiche?
Se un territorio perde giovani, perde futuro. Questo problema riguarda tutti i piccoli comuni che rischiano di diventare sempre più anziani e meno attrattivi.
Sull’aspetto dello spopolamento abbiamo notizie che il comune di Cartoceto sia leggermente in controtendenza visto che sempre più famiglie si stabiliscono qui attratte dalle opportunità di lavoro che la zona artigianale di Lucrezia offre. Sappiamo altresì che il prossimo anno abbiamo un numero record di iscritti alle scuole materne del Comune.
Il punto è semmai convincere i giovani a restare nel Comune. Per farlo occorre creare opportunità, servizi e qualità della vita. Bisogna creare un territorio dove valga la pena costruire un progetto di vita. Per dirlo con le parole del nostro consigliere Toccacieli, candidato alla gestione della cultura, “Dobbiamo creare un Comune verso il quale i giovani si sentano riconoscenti per aver creduto in loro”.
Vogliamo investire negli spazi di aggregazione, nello sport, nella cultura e nel sostegno alle associazioni. Pensiamo anche a politiche che favoriscano il recupero degli immobili inutilizzati e che aiutino giovani famiglie e nuove attività a insediarsi nel territorio.
Cartoceto deve diventare un Comune capace di valorizzare la propria qualità ambientale e la propria posizione strategica, mantenendo vive tutte le frazioni senza lasciare indietro nessuno.
Vogliamo creare una rete per chi una rete non ce l’ha e costruiremo una comunità in cui le persone non restino solo per necessità, ma scelgano di vivere perché trovano relazioni, servizi e opportunità.
9. PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA: OLTRE I COMITATI
La proliferazione di comitati cittadini – su temi che spaziano dalla sicurezza alla salute, dall’ambiente alla viabilità – è un segnale che molti residenti non si sentono ascoltati dalla politica locale. Al di là delle posizioni di ciascuno, è un dato di fatto che la partecipazione civica strutturata sia sintomo di una distanza tra amministrazione e cittadini. Quali strumenti permanenti intende attivare per ricucire questo rapporto?
La nascita di tanti comitati cittadini dimostra che esiste un bisogno forte di ascolto e partecipazione.
Come già detto, noi crediamo che un’amministrazione debba creare strumenti permanenti di confronto, non limitarsi a incontri occasionali quando i problemi sono già esplosi.
Per questo proponiamo oltre alal già citata Consulta territoriale, assemblee pubbliche periodiche e tavoli tematici dedicati alle principali questioni del Comune.
Vogliamo anche migliorare la comunicazione istituzionale, rendendo più accessibili informazioni, progetti e decisioni amministrative, attraverso una app comunale con la quale si possano avere tutte le informazioni del comune oltre che prenotare spazi, essere messi al corrente dei bandi e delle opportunità che il Comune offre.
La partecipazione è un modo per prendere decisioni migliori e costruire maggiore fiducia tra cittadini e istituzioni
10. LA SQUADRA DI GOVERNO
Un programma elettorale vale quanto le persone che lo realizzeranno. I cittadini sono interessati a sapere non solo cosa si intende fare, ma anche con chi. Ha già definito – anche solo in parte – la sua squadra di governo? Chi affiancherà il sindaco come vicesindaco? I consiglieri comunali, come prevede la legge elettorale, saranno nominati in base al numero di preferenze dei cittadini ma per ciò che riguarda la Giunta Comunale sono già stati individuati i profili degli assessori e le relative deleghe? La trasparenza sulla composizione della Giunta, anche prima del voto, è essa stessa un atto politico.
La forza della nostra lista è proprio il gruppo: nei nostri manifesti, se vede, c’è tutto il gruppo, persone con esperienze, sensibilità e competenze diverse, unite dalla volontà di mettersi a servizio della comunità.
Abbiamo già ragionato su ruoli e deleghe, ma riteniamo corretto che siano anche i cittadini, attraverso il voto, a contribuire a definire gli equilibri della futura amministrazione.
Posso però dire che l’idea è quella di costruire una squadra coesa, competente e presente sul territorio, capace di seguire concretamente i diversi settori: servizi sociali, cultura, urbanistica, sicurezza, associazionismo, turismo e attività produttive.
Ci interessa creare una squadra che lavori davvero per il bene del Comune.
11. LA DOMANDA CHE NESSUNO LE FA
C’è una questione che ritiene centrale per il futuro del comune di Cartoceto e che, a suo avviso, il dibattito elettorale ha finora trascurato o trattato in modo insufficiente? La ascoltiamo.
Si, e senza fare una colpa a nessuno dei miei interlocutori, ma nessuno mi ha mai chiesto:
ma le PERSONE del suo comune come vivono, come stanno in questo momento storico dove direttamente o indirettamente subiamo da anni le conseguenze e le paure di conflitti, guerre o pandemie?
Io credo che si sentano sole:
Sole nelle difficoltà economiche
Sole nelle sofferenze della salute
Sole nella vita di un anziano
Sole nella vita di un giovane che trova difficoltà a studiare perché non ha trovato la scuola per la sua vocazione
Sole nell’immigrato che non trova il modo di inserirsi nella nostra società
Con tutte queste persone abbiamo un “debito di speranza”.
Poi vengono le soluzioni ai problemi ma prima di tutto dare speranza fare sentire la nostra presenza, solo così si realizza il sogno di trasformare un società in una COMUNITA’.
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