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Due francobolli per celebrare Adriano Olivetti e la famosa Lettera 22

Poste Italiane ha emesso un francobollo per ricordare i 70 anni dall'inizio della produzione della famosa macchina da scrivere ed i 60 anni dalla scomparsa di Adriano Olivetti

Francobolli-Olivetti-Lettera-22IVREA – Per il 60esimo anniversario dalla scomparsa di Adriano Olivetti e i 70 anni dalla nascita della ‘Lettera 22’, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e Poste Italiane, in collaborazione con Fondazione Adriano Olivetti e Associazione Archivio Storico Olivetti, hanno emesso, nell’ambito della serie ‘Le eccellenze del sistema produttivo ed economico’, due nuovi francobolli dedicati, rispettivamente, all’imprenditore e all’iconica macchina da scrivere.

Poste Italiane ha realizzato una cartella filatelica che raccoglie i francobolli emessi insieme ad altri prodotti.

Sul francobollo dedicato ad Adriano Olivetti è raffigurato un ritratto dell’imprenditore nel 1955, mentre sul secondo la macchina da scrivere è rappresentata in uno dei manifesti dedicati alla campagna pubblicitaria del 1953 a firma del designer statunitense, Paul Rand.

Per celebrare l’emissione e il contestuale annullo filatelico, il Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti, l’Associazione Archivio Storico Olivetti e Pandora Rivista, hanno organizzato un evento streaming dal titolo “Può l’industria darsi dei fini?” a cui hanno partecipato per Stefano Buffagni e Gian Paolo Manzella per il Ministero dello Sviluppo Economico, Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane, Beniamino de’ Liguori Carino, Segretario Generale Fondazione Adriano Olivetti e Gaetano Di Tondo, Presidente Associazione Archivio Storico Olivetti.

“Olivetti – ha commentato Giovanni Ronca, Presidente di Olivetti – è stato un esempio di innovazione imprescindibile, ha vissuto una vita straordinaria tutta rivolta al futuro e all’idea di una comunità tecnologicamente avanzata ma allo stesso tempo solidale, partecipe e giusta. Ricordarlo significa riaffermare la sua visione lungimirante di fare impresa nell’interesse della collettività. Olivetti è ancora oggi una società che costruisce e immagina il futuro del Paese e lo fa attraverso l’uso delle tecnologie più innovative, senza dimenticare la strada percorsa”.

“Da fabbrica della Lettera 22 a fabbrica Digitale IoT del Gruppo TIM, Olivetti prosegue il percorso di evoluzione digitale – ha dichiarato Roberto Tundo, Amministratore Delegato di Olivetti –  e conferma l’importanza di Ivrea, dove è nata, come snodo centrale del percorso che la porterà ad assumere il ruolo di abilitatore di soluzioni innovative dedicate alle aziende. Si tratta di un percorso che ci vede costantemente sul territorio, attenti all’industria e alla comunità che ospita la nostra sede e che grazie a specifici accordi ci consente di sperimentare sul campo i nostri progetti futuri e allo stesso tempo di valorizzare le realtà locali grazie ad un modello “a rete” replicabile a livello nazionale”.

Adriano Olivetti (1901 – 1960) è una delle figure più singolari del Novecento. Imprenditore, urbanista, intellettuale e politico, a cavallo degli anni Cinquanta ha guidato al successo internazionale l’azienda di macchine per scrivere e prodotti per ufficio fondata dal padre nel 1908 e all’avanguardia delle conquiste della tecnica, in particolare nella nascente industria informatica.

Lettera 22, progettata da Giuseppe Beccio e disegnata da Marcello Nizzoli, entra in produzione nel 1950. Pensata per il mercato di massa, grazie alle ottime prestazioni tecniche, ad un prezzo conveniente e alle vivaci campagne pubblicitarie, ha un successo immediato. Illustri scrittori e giornalisti, tra cui Indro Montanelli, Enzo Biagi e Günter Grass, fanno della Lettera 22 un inseparabile compagno di viaggio. Entra nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e viene premiata con il Compasso d’Oro nel 1954. La Lettera 22 viene scelta, nel 1959, dall’Illinois Technology Institute come il miglior prodotto in termini di design degli ultimi 100 anni.​

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