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Coronavirus, Aguzzi: “I medici di base devono poter fare i tamponi!”

Il sindaco di Colli al Metauro ritiene che sia arrivato il momento di fare di più sul territorio

aguzzi omicioli baliCOLLI AL METAURO – “È passato un mese dall’inizio dei primi contagi in questa provincia ed oggi siamo una delle province con il maggior numero di casi a livello nazionale” scrive Stefano Aguzzi, sindaco di Colli al Metauro.

“Non ho cure o ricette, tantomeno accuse da fare, ma dopo un mese, non possiamo continuare solo a parlare di emergenza negli ospedali, purtroppo reale,  o semplicemente di dare raccomandazioni per restare a casa. Occorre fare di più!

Quello che dobbiamo attuare – afferma Aguzzi – è un monitoraggio il più possibile preciso e capillare sul territorio.

Parlo da Sindaco di un comune che non ha presidi ospedalieri che non ha un numero di casi superiore a tanti altri comuni  e nel quale, continuamente, come istituzioni, stiamo facendo il massimo di informazione, prevenzione e controllo, ma non basta.

Quel che manca è avere una mappatura, il più possibile precisa sul territorio! Ritengo – continua Aguzzi – che solo attraverso i medici di base si possa ottenere questo risultato, sono gli unici presenti capillarmente e che hanno contatti con tutte le famiglie.

Occorre scientificamente dotarli degli strumenti atti alla prevenzione ed alla mappatura dei casi, solo i medici di base sanno quanti casi sintomatici più o meno sospetti, esistono sul territorio, all’interno delle nostre case, ma ad oggi, possono solo elargire buoni consigli o cure tradizionali.

Non credo si possano fare tamponi di massa, ma occorre dotare i medici di base della facoltà di farne a secondo delle esigenze che solo loro conoscono e sono in grado di sapere.

Tamponi mirati, diffusi quanto possa servire, per avere nel giro di poco tempo la situazione territoriale reale ed impedire a chi, con sintomi lievi, a chi, con influenze passate stando a casa e a chi vi è stato in contatto, di propagare pericolosamente il contagio ad altri.

Dopo un mese – conclude il sindaco – occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione diffusa, altrimenti, sarà difficile uscirne”.

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