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Calzature e Coronavirus, rimandata a maggio la fiera di Mosca

L'emergenza sanitaria ha imposto il rinvio o la cancellazione di importanti eventi fieristici per il settore calzaturiero. Un settore strategico anche per le Marche.

siro badon assocalzaturifici
Siro Badon presidente Assocalzaturifici

MILANO – Dopo attente valutazioni, Assocalzaturifici ha deciso di posticipare Obuv: la più importante manifestazione fieristica in Russia si terrà dal 12 al 15 maggio 2020 a Mosca.

“In questo momento difficile, – Spiega Siro Badon, Presidente Assocalzaturifici-  segnato da una incertezza legata al propagarsi dell’epidemia, per poter permettere agli operatori di viaggiare in condizioni più sicure, abbiamo deciso di spostare quest’evento.

Obuv per il comparto calzaturiero italiano è irrinunciabile. La Russia rappresenta, in termini di export, l’ottava destinazione per importanza con 261,47mln euro a valore, 4.174.000 paia di scarpe per un prezzo medio di 62,64 euro a paia.

Un Paese in sofferenza dove abbiamo registrato nell’ultimo anno un calo del -10,9% a valore e del -15,3% in quantità. Una situazione che ha avuto pesanti ripercussioni per i distretti tradizionalmente votati a quest’area.

Mi auguro che lo spostamento favorisca la ripresa degli interscambi con il mercato russo aiutando buyers ed aziende del Made in Italy a superare questa congiuntura complessa”.

“Le vendite di calzature e pelletteria Made in Italy in Russia hanno registrato a dicembre 2019 una sostanziale tenuta, in base ai dati delle Dogane russe.

L’impegno dell’ICE per mantenere le quote di mercato e rafforzare l’interscambio tra Italia e Russia in questi settori di punta del nostro export verrà confermato nella prossima edizione della Fiera Obuv Mir Kozhi, con l’incoming di numerosi buyers opportunamente selezionati da varie Regioni della Russia che incontreranno le aziende italiane espositrici in incontri BtoB mirati” dichiara Francesco Pensabene – Direttore dell’Ufficio ICE Agenzia di Mosca.

Riguardo gli altri due appuntamenti fieristici in programma nell’area exCSI, la rassegna Almaty in Kazakistan a causa delle rigide misure restrittive delle autorità locali, che non permettono un riposizionamento immediato è slittata a data da destinarsi.

Il Kazakistan 18,82milioni di euro a valore, 258,887 paia di scarpe per un prezzo medio di 72,69 euro rappresenta il terzo paese per importanza di export nei mercati CSI.

Confermata invece la rassegna a Kiev dall’11 al 12 marzo prossimi, con l’Ucraina che al momento non ha sospeso alcun evento espositivo.

Un segnale importante in un mercato che con 37,87milioni di euro a valore, 561.787 paia di scarpe per un prezzo medio di 67,40 euro rappresenta la seconda destinazione per l’export italiano nell’area ex sovietica.

“Il progetto espositivo “La Moda Italiana” ad Almaty rappresenta una piattaforma strategica per le nostre aziende di abbigliamento uomo e donna che hanno scelto di partecipare – dice Stefano Festa Marzotto, Presidente di Ente Moda Italia. – In questo momento di incertezza a livello globale, attendiamo le decisioni che verranno prese per lo svolgimento della manifestazione in Kazakistan, un paese in cui i consumatori hanno confermato negli anni un forte interesse per la moda italiana.

Concludo sottolineando il grande lavoro fatto in stretta sinergia da EMI e Assocalzaturifici, con il supporto fondamentale di ICE Agenzia e dei suoi uffici dislocati nel paese, che ci permette sempre di realizzare azioni mirate per intercettare i migliori buyer e mettere in valore qualità e stile del prodotto moda italiano”.

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