LUCREZIA – Cristian Muratori, oggi 18 luglio, avrebbe compiuto 50 anni. Il destino però ha voluto che la sua presenza terrena si fermasse a soli 16 anni. E’ stata una malattia violenta a strapparlo dall’affetto di mamma Marta, babbo Giorgio, suo fratello Filippo ed anche nostro.
Chissà come avrebbe festeggiato oggi il suo mezzo secolo?
Di lui conservo tanti ricordi di infanzia che, anche se sbiaditi dal tempo, sono lì nel cassetto della memoria di chi siamo stati. I giochi, le litigate, le riappacificazioni, i gelati al ristorante Settimo Cielo, ristorante che è stato il vanto del nostro quartiere S.Anna.
Nei caldi pomeriggi estivi si partiva in spedizione, in sella alle nostre bici o a piedi, verso il ristorante: il bar non era aperto durante la settimana ma era in funzione principalmente durante i pranzi e le cene dei sabati e domeniche.
Quando arrivavamo noi bambini le opzioni erano due: dovevamo metterci a chiamare ad alta voce la titolare: “Elena, Elena!”. Spesso capitava che la svegliassimo dalla siesta pomeridiana. Il più delle volte invece la trovavamo con altre signore del quartiere intente a preparare il menù per il pranzo della domenica: distese di sfoglie tirate a mano, un odore di ragù pronto per le teglie. Il cervello ancora ricorda perfettamente quei profumi. Ci allontanavamo dal frigo dei gelati soddisfatti dell’obiettivo raggiunto!
Dei nostri giochi di bambini come non ricordare poi le tante ferite su braccia e gambe dovute alle cadute mentre ci si rincorreva. Ci si medicava alla meno peggio, con l’acqua corrente o con la saliva. Eravamo liberi, sapevamo che la strada potesse rappresentare un pericolo. C’erano le nostre famiglie e quelle del quartiere a sorvegliarci da lontano. Il segnale del tempo scaduto dei giochi erano le urla delle rispettive madri: erano la sveglia che segnava l’ora di cena.
Se quei ricordi ci sono tutti, faccio difficoltà ad immaginare Cristian oggi 50enne. Forse sarebbe un papà felice come lo è oggi suo fratello Filippo oppure un imprenditore dedito al lavoro come lo è stato il suo babbo Giorgio. Ma lo penso anche uno spirito libero in giro per il mondo.
Auguri Cri per questo tuo “non” compleanno! Il tempo è una convenzione che noi esseri umani ci siamo dati. Le persone a noi care continuano a vivere in noi, nella nostra memoria, nei nostri gesti. Buon cinquantesimo compleanno amico mio!