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Asporto anche per le sole bevande, la Regione ok da oggi

La CNA plaude al provvedimento “Caduto l’incomprensibile divieto. Bar, ristoranti, pasticcerie, gastronomie e pizzerie potranno vendere anche bevande separatamente dagli alimenti”.

asporto bevandePESARO – E’ caduto anche l’ultimo incomprensibile divieto. Quello che vietava alle attività che effettuano il servizio di asporto (e dunque anche bar e ristoranti), di non poter vendere separatamente le bevande.

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli ha firmato un provvedimento che, a far data proprio dal 9 maggio consente la vendita anche di sole bevande da asporto.

La CNA di Pesaro e Urbino plaude alla decisione avendo manifestato sin dall’inizio tutte le perplessità degli operatori del settore per una restrizione inutile e dannosa per la chi effettua somministrazione di alimenti e bevande.

Ora la CNA spiega che il nuovo provvedimento della Regione riguarda “le attività agrituristiche e le attività artigianali quali a titolo esemplificativo: rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio con esclusione degli esercizi e delle attività localizzati in aree o spazi pubblici in cui è vietato e/o interdetto l’accesso.

La Regione Marche ricorda che la vendita per asporto sarà effettuata esclusivamente previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce e nel rispetto delle misure di cui all’Allegato 5 del D.P.C.M. 26 aprile 2020.

Allo stesso modo è consentito l’asporto in quegli esercizi di ristorazione per i quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo.

Restano ancora sospese, ricorda la CNA, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

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