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Unirub, passaggio di consegne da Calcagnini a Rocchi

Il rettore uscente ha presentato il volume con i risultati raggiunti. Con la consegna del tocco accademico il passaggio di consegne al nuovo rettore Rocchi

URBINO – Si è svolto questa mattina, nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri, l’incontro che ha riunito la comunità accademica per la presentazione del Bilancio di mandato 2020-2026 e il passaggio di consegne tra il Rettore Giorgio Calcagnini e il Rettore eletto Marco Rocchi.

Il volume, presentato dal Rettore Calcagnini, documenta i principali risultati raggiunti a partire dall’insediamento. Il quadro relativo alla componente studentesca registra la ripresa delle immatricolazioni, ma segnala anche una criticità nella prosecuzione degli studi dopo il primo anno che richiede un’attenzione specifica.

L’offerta formativa è stata ampliata e aggiornata con nuovi corsi, e l’internazionalizzazione ha assunto un peso crescente. Il documento dà conto, inoltre, del rafforzamento del personale e dell’organizzazione, dell’espansione della progettualità nella ricerca e nella terza missione e di una maggiore capacità dell’Ateneo di inserirsi in reti e partenariati nazionali ed europei.

La gestione economico-finanziaria ha consentito di sostenere gli investimenti e di programmare interventi destinati a proseguire oltre il mandato.

Tra gli elementi richiamati nel report figura anche il giudizio dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR del 2025, che ha riconosciuto la maturità organizzativa dell’Ateneo e la chiarezza del suo disegno di indirizzo, restituendo al tempo stesso indicazioni utili per il lavoro futuro.

«Abbiamo raccolto in questo volume il lavoro di un sessennio – ha commentato il Rettore Calcagnini – e dal bilancio emerge che l’Università arriva al passaggio di consegne con basi solide e con margini reali per continuare a progettare.

In questi anni abbiamo cercato di usare le risorse con responsabilità e di rafforzare l’organizzazione. Alcuni interventi sono stati realizzati, altri sono rimasti indietro, altri ancora semplicemente non siamo riusciti a portarli nelle poche pagine del volume.

In generale, lasciamo un Ateneo che continua a essere attrattivo, com’è dimostrato dalla ripresa delle immatricolazioni e dalla crescita della presenza internazionale, e con un equilibrio economico-finanziario consolidato.

Eppure, ciò che mi auguro soprattutto è di lasciare una comunità accademica sempre più consapevole delle proprie possibilità. Il report che abbiamo presentato oggi, non è mio, non è della governance, è delle persone che giorno dopo giorno, nei diversi uffici, hanno assunto responsabilità, condotto e realizzato progetti che spesso hanno richiesto anni prima di concretizzarsi, e se oggi possiamo consegnare un Ateneo capace di guardare avanti con fiducia è perché in questi sei anni abbiamo lavorato insieme. Questo bilancio è di Uniurb».

Conclusa la presentazione del Bilancio di mandato 2020-2026, l’avvicendamento tra i due Rettorisi è affidato simbolicamente alla breve cerimonia di consegna del tocco accademico rosso al Rettore Marco Rocchi.

«Ogni mandato ha la sua stagione – ha osservato il Rettore Rocchi – e noi ci troviamo ad avviare un nuovo mandato che avrà un passo differente. Vorrei che fosse la stagione, come ho detto tante volte, della condivisione, del dialogo e della trasparenza.

In campagna elettorale ho ripetuto una frase attribuita a William Deming: “Senza dati sei soltanto un’altra persona con delle opinioni”. Oggi questo Bilancio di mandato ci offre molti dati e questi numeri ci raccontano molte cose, a partire dalla ripresa delle immatricolazioni, di cui siamo orgogliosi.

È un segnale estremamente importante, che ci dice quanto Urbino rimanga attrattiva per gli studenti italiani e stranieri. I dati indicano anche l’ambito sul quale vorremmo lavorare di più: il cammino delle studentesse e degli studenti dopo il primo anno.

Capire meglio dove e perché alcuni di loro si fermano e come possiamo accompagnarli è una domanda che riguarda tutti noi. Con la Prorettrice Vicaria Berta Martini siamo già al lavoro per costruire prima di tutto un’architettura del sistema di governo e, a seguire, una squadra di governo che unisca caratteristiche, competenze, entusiasmo, voglia di lavorare e di spendersi.

Mi piace ricordare un’espressione usata dal professor Carlo Ossola a proposito di Calvino: le visioni di Calvino servono a rendere il futuro abitabile. È un’espressione che oggi si applica molto bene alla crisi climatica, alle questioni di sostenibilità ambientale, ma anche di sostenibilità sociale, economica e geopolitica. Io vorrei declinarla per la nostra Università: il futuro dell’Ateneo va reso abitabile, così come va reso abitabile il futuro dei nostri giovani».

Il tema della nuova organizzazione della governance è stato quindi approfondito dalla Prorettrice Vicaria Berta Martini, che ha spiegato: «Il nuovo mandato si apre con una revisione del sistema di governo, ripensato in relazione alle priorità che oggi sentiamo come più urgenti e rilevanti.

Stiamo definendo la geografia dei prorettorati, delle deleghe e delle commissioni, perché il sistema sia coerente con le aree di intervento che abbiamo individuato come strategiche per il futuro dell’Ateneo.

Alcune funzioni saranno rafforzate, altre potranno assumere una configurazione nuova, anche alla luce della crescente rilevanza di temi come l’orientamento, l’internazionalizzazione, lo sviluppo del territorio e il rapporto con le imprese.

Ai prorettori, alle delegate e ai delegati chiederemo di proporre linee di intervento e progetti di sviluppo. I prorettorati non sono solo etichette: devono esprimere una progettualità e contribuire, con competenze specifiche e capacità di iniziativa, al lavoro del Rettore.

Chiederemo soprattutto impegno e responsabilità, perché vogliamo un sistema di governo composto da persone che abbiano un ruolo di prima linea, e che siano anche cerniere politiche e istituzionali, tessitori di relazioni tra tutti gli attori del sistema, per assicurare progettualità, trasparenza e condivisione nella crescita dell’Ateneo e nella costruzione di valore pubblico»

fonte: Ufficio Stampa Uniurb

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