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Studente extracomunitario aggredito su un mezzo pubblico

L'episodio è accaduto sulla linea Macerata-Camerino. Il commento del garante.

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Andrea Nobili, garante regionale dei diritti

ANCONA – Si è verificato nei giorni scorsi a bordo di un mezzo di trasporto Cotram, sulla linea Macerata – Camerino. Il ragazzo vittima di un dipendente dell’azienda, che si è qualificato come controllore. Dopo la segnalazione l’Autorità regionale di garanzia è subito attivata per verificare la situazione e mettere in atto alcuni interventi

Il Garante regionale dei diritti, Andrea Nobili, che nell’ambito delle sue competenze si occupa anche di contrasto alle discriminazioni razziali, interviene a seguito della denuncia di un gravissimo episodio verificatosi nei giorni scorsi a bordo di un mezzo di trasporto pubblico della Contram, sulla linea Macerata – Camerino.

“Un giovane studente lavoratore di origine extracomunitaria, iscritto al terzo anno della facoltà di farmacia dell’Università camerte – spiega Nobili – è stato vittima di un’aggressione verbale e fisica, a sfondo razziale, da parte di un dipendente dell’azienda, presente nel mezzo in divisa e qualificatosi come controllore. Ricevuta segnalazione di quanto accaduto, l’Autorità di garanzia ha immediatamente contattato il ragazzo, costretto a cure ospedaliere, per esprimergli vicinanza e solidarietà”.

Dopo aver verificato con gli operatori dei Carabinieri intervenuti sul posto l’effettiva sussistenza dei fatti, la stessa Autorità di garanzia ha chiesto formalmente chiarimenti alla direzione dell’azienda di trasporti, anche in relazione ai provvedimenti che si intendono assumere nei confronti del responsabile dell’episodio.

“Il Garante, nel condannare fermamente quanto accaduto e per di più nell’ambito di un servizio pubblico – stigmatizza Nobili – intende affiancare istituzionalmente la denuncia del giovane, valutando la possibilità di costituirsi parte civile. Le istituzioni non possono rimanere indifferenti di fronte a odiose, e mai giustificate, espressioni di razzismo che sempre più spesso, purtroppo, entrano a far parte della nostra quotidianità”.

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